L’acqua di rubinetto fa paura e, senza tv, casa è più lontana
Cosa c’è veramente dietro alle proteste dei giovani migranti di Sammommè I problemi emersi nel faccia a faccia con gli operatori della coop sociale Arké
PISTOIA. Dalle frustrazioni per i ritardi nel rinnovo dei documenti alle tante difficoltà quotidiane legate alla permanenza nella struttura alberghiera che li ospita. Non è certo paragonabile a una vacanza – secondo quanto raccontano alcuni dei migranti scesi a Pistoia ieri per manifestare – la quotidianità dei richiedenti asilo ospitati all’hotel Arcobaleno di Sammommè. Ma che non sia una vita da “villeggianti”, lo confermano gli stessi operatori di Arké (che gestisce per il consorzio Co & So la prima accoglienza).
Certamente, chiariscono gli operatori di Arké Marco Rimediotti, Camilla Reggiannini e Marco Reggio, viene riservata la massima attenzione alle condizioni igieniche degli ambienti, oggetto di periodiche ispezioni da parte delle autorità. Massima attenzione anche alle quantità del cibo (somministrato secondo le porzioni previste dalle apposite tabelle ministeriali) e al rispetto delle prassi e agli obblighi di carattere religioso legati al cibo.
Ma intanto, in albergo, gli ospiti devono rispettare una serie di regole. Sono tenuti a provvedere alla pulizia delle camere e degli spazi comuni e a rispettare il divieto di introdurre e consumare alcolici nella struttura e pasti nelle camere. Devono lavare e stirare abiti e biancheria in collaborazione con il personale preposto. C’è l’attività nell’orto e il corso di italiano (nessuno di quelli con cui abbiamo parlato riesce a parlarlo), oltre alla possibilità di giocare nel campo da calcio. Ad ognuno di loro vengono consegnati 2,5 euro al giorno. Somma che non viene corrisposta per ogni giornata trascorsa fuori dalla struttura assegnata.
Molti dei problemi sollevati dai migranti sembrano pretestuosi, ma solo a prima vista.Ad esempio, da quando si è guastato il televisore nella sala comune della struttura (che nei prossimi giorni dovrebbe essere aggiustato), manca un canale di informazione con i loro paesi di origine, anche perché – alcuni di loro raccontano – la connessione wi-fi funziona male o, in alcuni momenti, non funziona proprio. Ma le difficoltà emergono soprattutto nella convivenza tra persone di provenienze, culture e lingue diverse tra loro e nell’approccio alle differenti prassi e abitudini che ci sono in Italia.
Illuminante l’esempio dei casi di influenza. Alcuni profughi hanno avuto l’influenza lo scorso inverno e per curarsi chiedevano di essere portati all’ospedale, individuandolo come unico luogo in cui nel proprio paese di provenienza si possono ricevere cure adeguate. In quest’ottica, le pastiglie di aspirina non sono considerate una cura adeguata.
Altro esempio, l’acqua. Durante i pasti in albergo viene somministrata quella del rubinetto, verso la quale ci sono diffidenze, credendo che non sia salubre come purtroppo avviene in molte zone dai paesi di provenienza. Mentre per il resto della giornata è difficile dissetarsi, perché ai migranti da soli è vietato entrare nelle cucine dell’albergo.
Altri chiedono un lavoro. Tutti elementi che, sommati alle tante difficoltà di comprensione e di rapporti con il mondo circostante e con lo stesso personale dell’albergo legate alla lingua, hanno portato alla protesta di ieri.
Ci sono effettivamente, confermano dalla coop Arké, problemi burocratici con ritardi nel rinnovo dei documenti. Alcune delle richieste dei migranti difficilmente potranno essere soddisfatte, mentre altre situazioni potranno essere effettivamente superate. Nodi non certamente facili da sciogliere, che in molti casi non dipendono dall’impegno e dalla volontà degli operatori della cooperativa, che su un punto non hanno dubbi: “Il nostro scopo – sottolineano – è dare loro autonomia”. Dall’altra parte restano le richieste dei giovani migranti, frustrati da prassi burocratiche lente e da aspettative – prima tra tutte quella di poter trovare lavoro e costruirsi una vita autonoma e indipendente in Italia, dopo essersi allontanati da condizioni di vita non certo facili – che difficilmente riescono a poter essere realizzate, perlomeno in tempi brevi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
