Il presidio
Contromano sul viale per cercare Pokemon
La polizia multa una 19enne. Lei si difende: non giocavo ed entrambi i cellulari erano in mano a mio fratello
PISTOIA.
L’auto aveva imboccato il viale Gori, vicino Peretola, all’uscita dall’autostrada, in contromano. Erano le tre del mattino, e per quanto in quel momento il viale non fosse transitato la vista della macchina nella strada a senso unico ha convinto la pattuglia della polizia ad avvicinarsi per un controllo.
Gli agenti del Reparto prevenzione crimine della questura di Firenze hanno notato una luce chiara nell'abitacolo, proveniente da due smartphone accesi; ma quando hanno chiesto alla giovane conducente se si fosse accorta di viaggiare in senso contrario di marcia, sono rimasti basiti dalla sua risposta, seguita da una risata. La ragazza, una diciannovenne residente a Pistoia, avrebbe detto: «Stiamo cercando Pokémon».
E un Pokemon sarebbe stato individuato proprio lì nelle vicinanze. Accanto a lei c’era il fratello, di poco più giovane della ragazza. I cellulari erano entrambi in mano al ragazzo, e per questo la multa della polizia ha riguardato il “solo” viaggiare contromano, con annessa decurtazione di 4 punti sulla patente.
Patente peraltro conseguita dalla ragazza da pochissimo tempo, ma la diciannovenne rischia di perdere il titolo di abilitazione alla guida. La Polizia stradale di via Sercambi ha infatti avviato nei suoi confronti l’iter per accertare se sia ancora in grado di guidare l’auto. «In questo caso la multa potrebbe essere solo un primo provvedimento, perché con la sicurezza stradale non si scherza», sottolinea la Polstrada di Firenze.
Gli agenti hanno interessato la Motorizzazione civile, che stabilirà se la neopatentata - così appassionata ai "Pokémon" da rischiare di mettere a repentaglio la sua incolumità e quella degli altri utenti della strada - sia ancora nelle condizioni di guidare in sicurezza.
Diversa la versione della ragazza, che ieri ha contattato il nostro giornale su Facebook. «Io semplicemente stavo tornando a casa da Firenze (è attualmente all’estero, ndr), e siccome in quella zona di Firenze ci sono i lavori mi sono confusa e ho preso contromano una rotatoria. Quando la polizia mi ha fermata mi ha chiesto cosa facevo, e io ho risposto: “Sto guidando, lui gioca”. Mio fratello giocava a Pokemon, sul mio c’era il navigatore. Non mi sono rimbecillita, non andavo a cercare Pokemon a quell’ora».
Tiziana Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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