Il Tirreno

Pistoia

Migranti: «Tutto strumentalizzato»

di Carlo Bardini
Migranti: «Tutto strumentalizzato»

Dopo il blocco della statale il sindaco attacca le minoranze. E la Misericordia è andata dal Prefetto

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ABETONE. Ieri mattina davanti al Prefetto di Pistoia, Angelo Ciuni, una rappresentanza dei profughi che sono all'Abetone, ha ritrattato tutti i disagi lamentati davanti alle telecamere mercoledì sera. Stessa sera in cui una quarantina di richiedenti asilo, su 55 in totale presenti ad Abetone e gestiti dalla Misericordia coordinata da Federico Bonechi, si sono seduti lungo la statale, all'altezza del Lupo Bianco, bloccando il traffico per circa un'ora mezza, per fare una protesta.

«Una situazione davvero strana e particolare», l'ha definita Bonechi mentre per il sindaco di Abetone Gianpiero danti il tutto è una «strumentalizzazione della destra contro di me». Giorni davvero singolari quelli che si stanno vivendo nella patria di Zeno Colò a causa della presenza dei profughi e che sembra essere nato tutto dall'episodio del pomeriggio di domenica, quando un nigeriano ha minacciato con un coltello da cucina un dipendente della Misericordia. Adesso sembra però che gli animi siano più calmi. «Sinceramente mi è sembrata una situazione strana e particolare - spiega Bonechi - e non capisco come mai, e mi rattrista, il fatto che poi alcuni residenti presenti nella piazza se la siano presa con noi della Misericordia e con me in particolare».

Bonechi fu contattato da una troupe di Mediaset la mattina di mercoledì per un servizio sui profughi di Abetone e qualche ripresa al centro di accoglienza. «Alle 19,45 mi hanno avvisato che un gruppo di profughi stava manifestando sulla strada - dice - lamentavano di mangiare male, lo scarso collegamento a internet, di non avere la carte di identità e pochi biglietti del pullman. Quello che è grave è che i residenti che stavano dimostrando, circa una ventina, non mi hanno fatto parlare, fischiandomi e urlando. Avrei voluto spiegare le mie ragioni ma non mi è stato possibile». Poi prosegue: «In sostanza ci accusavano di guadagnare sui profughi e di conseguenza di non dargli i giusti servizi. Una cosa assurda questa e poi sottolineo che il personale in forza alla struttura di accoglienza è lo stesso del punto di primo soccorso e semmai facciamo degli investimenti a beneficio del territorio. Soccorrere gli altri è nello scopo di tutte le Misericordie».

Per chiudere il cerchio Bonechi ieri mattina si è recato davanti al Prefetto di Pistoia per chiarire la situazione e lo ha fatto con una rappresentanza di tre profughi. «Questi tre ospiti - afferma Bonechi - hanno ritrattato tutto, tranne la volontà di avere la carta di identità. Gli è stata spiegata la prassi burocratica e che anche con i documenti provvisori che hanno possono fare tutto, per giunta lavorare». Anche il sindaco di Abetone entra in merito della vicenda. «Secondo me - fa sapere Danti - è una strumentalizzazione politica della destra. Sapevano benissimo tutti che non ero presente e bastava avvisarmi per tempo. La Misericordia di Abetone, comunque, avrebbe dovuto gestire meglio la cosa e ripeto che sono troppi i profughi da noi. Non è possibile avere sempre le braccia aperte. Non possiamo mica prendere anche quelli che non vogliono gli altri».

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