Il Tirreno

Pistoia

CENTRO SANITARIO

Disabili, malati e anziani: 118 e volontari ne assistono 120

di Valentina Vettori

PISTOIA. Centoventi persone con malattie o gravi problemi di mobilità trasportati dalle loro abitazioni, ubicate nella “zona rossa” da evacuare, al polo Uniser, trasformato per un giorno in area...

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PISTOIA. Centoventi persone con malattie o gravi problemi di mobilità trasportati dalle loro abitazioni, ubicate nella “zona rossa” da evacuare, al polo Uniser, trasformato per un giorno in area sanitaria per accogliere persone con gravi problematiche. Un parco mezzi di 110 unità, fra ambulanze del 118 e associazioni di volontariato, e furgoni attrezzati per il trasporto di barelle e carrozzine. Trecentocinquanta tra medici, infermieri e volontari impegnati nelle fasi di trasporto, presa in cura e assistenza sanitaria dei pazienti. Quattro ore e mezzo per concludere la fase di trasporto dalle abitazioni alla sede Uniser.

Sono questi i numeri della maxi evacuazione “sanitaria” - coordinata da 118 e protezione civile - di ieri mattina a Pistoia. Operazione resasi necessaria per procedere al despolettamento, e successivo brillamento, del residuato bellico da 250 libbre, ritrovato il 14 luglio scorso durante le operazioni di scavo in via provinciale Pratese.

I primi pazienti sono stati prelevati dalle loro abitazioni intorno alle sette del mattino, e le operazioni si sono concluse alle 11,30. A monitorare tempi e modi di spostamento, una centrale del 118 posizionata sul retro del polo universitario pistoiese, guidata dal dottor Nicola Bertocci, affiancato dal suo staff.

Pazienti individuati dopo un'attenta fase di incrocio dei dati delle liste di pazienti domiciliari, servizi sociali, 118 e medici di base. Minuziosa e attenta la cura con cui tutti gli operatori e i volontari, impegnati nella fase di trasporto e posizionamento dei pazienti nell’edificio, hanno operato durante l’intera mattinata.

«I degenti sono posizionati per gravità di patologia – spiega Monica Marini, coordinatrice del corpo infermieri della Società della Salute di Pistoia - i più gravi sono prelevati per ultimi, e riaccompagnati a casa per primi, così da recare loro il minor disagio possibile». La classificazione dei pazienti è stata fatta attraverso i codici rosso, giallo, verde, bianco. Al piano terra i barellati, al piano superiore le persone in carrozzina o con gravi problemi di deambulazione. Per ogni stanza - fornita di defibrillatore - garantita la presenza di due infermieri e volontari. Tre gli psicologi presenti. Tra gli ospiti anche cagnolini e gatti che i pazienti non hanno voluto in nessun modo lasciare a casa.

«Nonostante il disagio – racconta Alda Ferretti, 95 anni – siamo stati accolti con grande organizzazione, professionalità e gentilezza. Io non esco mai dalla mia abitazione, ma oggi mi sono sentita come a casa. Bisogna ringraziare tutte queste persone gentili e disponibili». Quella di ieri è stata la più grande operazione di esodo mai realizzata in città. Nel primo pomeriggio, dopo il via libera della protezione civile, sono riprese le operazioni di riaccompagnamento dei pazienti a casa.

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