Il Tirreno

Pistoia

Esproprio Le Lame: la sentenza Il Tar blocca le opere pubbliche

di Tommaso Artioli

Il tribunale ferma gli investimenti previsti in attesa di capire quanto il Comune di Agliana dovrà pagare per l’area occupata senza titolo dove oggi si trovano una residenza sanitaria e le case popolari

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AGLIANA. Investimenti congelati in attesa di capire quanto il Comune di Agliana dovrà pagare in seguito alla condanna del Tar sull’esproprio dei terreni che oggi ospitano la residenza sanitaria assistenziale Le Lame e una sessantina di alloggi di edilizia popolare.

È questo il nodo principale discusso nell’ultimo consiglio comunale in merito all’equilibrio di bilancio. Restano fermi, dunque, alcuni investimenti già compresi nel bilancio di previsione, come la realizzazione della nuova biblioteca comunale (circa 350.000 euro) e un piano di manutenzione delle strade (circa 220.00 euro), mentre sono in corso i calcoli affidati dall'amministrazione a un professionista esterno che definirà quanto il Comune dovrà versare ai proprietari dell'area. Un provvedimento, quello sul bilancio, approvato dai soli consiglieri del Partito democratico. Contrari i voti espressi da Movimento 5 Stelle e Agliana in Comune, mentre i consiglieri di Obiettivo Agliana e Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale non hanno preso parte alla votazione.

Tutto ruota intorno alla recente sentenza del Tar che ha condannato il Comune di Agliana alla restituzione dei terreni che ospitano Le Lame e alcuni alloggi popolari, e al risarcimento del danno relativo al periodo della loro occupazione senza titolo. Una vicenda nata circa 30 anni fa. L'iter urbanistico aveva, infatti, avuto inizio nella seconda metà degli anni Ottanta, con l'adozione della variante al Piano di edilizia economica popolare. L'occupazione d'urgenza dei terreni era stata poi disposta alla fine degli anni Novanta. In vista del pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale, nel bilancio di previsione 2016 erano stati accantonati 500.000 euro ma, dopo la notifica all'amministrazione della sentenza (risalente allo scorso 22 giugno), nella quale sono indicati i criteri di calcolo della somma che il Comune dovrà versare ai proprietari dei terreni, è stato chiaro che la cifra prevista non sarebbe stata sufficiente.

Il pronunciamento del Tar, come ha riferito in consiglio l’assessore all’edilizia, Italo Fontana, è giunto prima del previsto. Era atteso per il 2017, mentre i giudici hanno ritenuto di avere elementi sufficienti per giungere a sentenza già nel maggio scorso. «Una sentenza inaspettata – ha sottolineato Fontana - un vero e proprio fulmine a ciel sereno». Non solo. L’assessore ha chiarito che con l’inizio della legislatura in corso, nel 2014, è saltata la trattativa tra il Comune e i proprietari dei terreni, circostanza che ha portato poi alla recente sentenza del Tar. Sul piede di guerra le opposizioni, che hanno criticato l’atteggiamento dell’amministrazione. «Abbiamo letto della sentenza sul giornale – ha spiegato il capogruppo di Agliana in Comune, Alberto Guercini - il Comune avrebbe dovuto convocare subito una commissione. La responsabilità politica è chiara; c’è chi ha firmato un atto di esproprio sbagliato e chi non l’ha proprio firmato. Adesso saranno le giovani generazioni a pagare per questi errori. L’amministrazione faccia sapere pubblicamente chi sono i responsabili».

Il riferimento di Guercini è agli ex sindaci Marco Giunti e Paolo Magnanensi. «Non voglio nessuna responsabilità su questo bilancio», ha chiarito Maurizio Ciottoli (Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale), che ha abbandonato l’aula al momento del voto. Per Fabrizio Volterrani (Obiettivo Agliana), «si tratta delle solite disattenzioni economiche delle giunte aglianesi che continuano nel tempo». Critico anche Massimo Bartoli (Movimento 5 Stelle): «Bloccano gli investimenti perché non sono stati capaci di fare nulla nei confronti di chi ha creato questo problema degli espropri, coprendo le amministrazioni precedenti».

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