Il Tirreno

Pistoia

Camera di commercio, dipendenti preoccupati

di Valentina Vettori
Camera di commercio, dipendenti preoccupati

Stato di agitazione ed assemblea per la bozza di riforma degli enti camerali Il presidente Morandi: «Lo smantellamento del sistema nocivo per le imprese»

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PISTOIA. La discussione della riforma degli enti camerali riporta i dipendenti della Camera di Commercio di Pistoia in stato di agitazione. Sotto accusa la bozza di decreto in circolazione che prevede la riduzione dalle 105 Camere presenti in Italia a 60, attraverso l’accorpamento degli enti che hanno meno di 75.000 imprese affiliate. E che per Pistoia determinerebbe la fusione con Prato. La chiusura degli uffici periferici dopo la fusione. Il taglio lineare dei dipendenti del 15% e, successivamente di un ulteriore 25% del personale impegnato nelle funzione trasversali (come la ragioneria); aspetto, quest’ultimo, che però pare essere stato eliminato nella nuova bozza di decreto. Il taglio delle risorse con un meno 40% di entrate derivanti dai Diritti camerali per questo anno, e un ulteriore taglio del 50% nel 2017, ma soprattutto lo svuotamento delle funzioni fondamentali dell’ente. Questo, in sostanza, il corpus della riforma la cui discussione in parlamento è slittata al 5 agosto prossimo.

Un bozza di decreto, già modificata, che nella nuova formula salvaguarda il personale che dopo l’attuazione della riforma risulterà in esubero, attraverso una “lista” ministeriale in cui saranno inseriti i nominativi dei dipendenti da ricollocare in altri enti.

«Un film già visto con le Province – sentenzia Silvia Biagini, Funzione pubblica Cgil –. Ed è sotto gli occhi di tutti il risultato. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una riforma che promuove tagli scellerati, svuota delle funzioni fondamentali l’ente, con gravi ricadute per l’intero territorio provinciale dove centinaia di piccole e medie imprese si ritroveranno senza servizi».

Concorde anche il presidente della Camera di Commercio Stefano Morandi, che dice: «una riforma degli enti camerali era necessaria, ma questa, così come presentata nella bozza, è assolutamente inaccettabile. Lo smantellamento del sistema camerale, in questo preciso momento, - prosegue Morandi - è l’esatto contrario di ciò di cui lo Stato ha bisogno. Le imprese della provincia e gli enti pubblici con i quali, da anni, portiamo avanti importantissime collaborazioni per la valorizzazione del territorio perderanno un prezioso alleato».

«In un periodo in cui dovrebbero essere potenziati gli strumenti a supporto del mondo del lavoro - spiega la Rsu della Cciaa pistoiese - invece di promuovere tagli per il sistema camerale il governo dovrebbe promuovere innovazione e ampliamento dei suoi servizi. È questo ciò che chiedono anche le nostre imprese».

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