Cartelli di pericolo ma niente allarme bomba
Affissi nella zona di via Salutati, dove dovrà sorgere la nuova Esselunga. Il Comune: «Lo prevede la legge»
PISTOIA. Nessun allarme bomba nell’area dove sorgerà il nuovo supermercato Esselunga, nei pressi dell'uscita Pistoia sud della tangenziale. Il tam-tam che rimbalza in questi giorni sui social riporta le foto dei cartelli gialli affissi nel circondario di via Salutati, dietro le scuole elementari Roccon Rosso, che informano i cittadini del pericolo di una possibile presenza di ordigni bellici. Cartelli che hanno attirato l’attenzione di moltissime persone e rinnovato il timore di un’altra bomba. Proprio in concomitanza con i giorni in cui la città si prepara alla maxi evacuazione di domenica per il disinnesco dell'ordigno bellico trovato in via Provinciale Pratese.
La situazione nell’area della futura Esselunga è però ben diversa. E a spiegarlo è il Comune di Pistoia. «Non esiste nessun nuovo allarme bomba – riferisce Palazzo di Giano. I cartelli che sono stati posizionati nell’area fanno parte dell’iter previsto per legge dalla nuova normativa sulla sicurezza che, nelle aree dove esiste la possibilità della presenza di ordigni bellici, obbliga alla segnalazione con appositi cartelli di avvertenza».
«L’area – fa sapere l’ente – deve essere recintata e segnalata. E in questi giorni sono in corso le verifiche con apposite strumentazioni come georadar e metaldetector per rilevare eventuali presenze di metalli sotterratati, fino a quattro metri». Le rilevazioni, già avviate, sono svolte da una ditta altamente specializzata, con autorizzazione ministeriale, e dietro il monitoraggio del Genio militare. «I controlli, previsti dalla legge – spiega il Comune – devono essere svolti perché si tratta comunque di un’area che durante la seconda guerra mondiale è stata coinvolta dai bombardamenti degli i anglo-americani, e dunque potenzialmente soggetta alla presenza di ordigni». Come del resto gran parte di altre aree cittadine, già bonificate. Dalla linea ferroviaria, al sito industriale della fabbrica San Giorgio (dove oggi scorre via Pertini) fino all’ex campo di volo. E proprio in quell’area, dove oggi sorge l’ospedale San Jacopo, prima di avviare i lavori di scavo per porre le fondazioni della struttura, fu svolto lo stesso iter di verifiche in corso per l’area dell’Esselunga. Ma in quel caso non scattò alcun allarme nella popolazione perché non furono affissi cartelli. La normativa sulla sicurezza, infatti, non lo prevedeva.
Valentina Vettori
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