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Petizione contro cattivi odori e degrado

Petizione contro cattivi odori e degrado

Tafoni, raccolta di firme a Comune e Arpat: l’aria è irrespirabile per i miasmi del fossetto che s’immette nel torrente

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MARESCA. Un'aria irrespirabile per i miasmi che provengono dall'acqua di un fossetto che si immette nel torrente Maresca fa mobilitare un gruppo di cittadini di Tafoni che scrivono ad Arpat e Comune di san Marcello per risolvere il problema.

Ma non basta. Il paese in questione si sente lasciato da solo. Troppi punti di degrado e di abbandono persistono da troppo tempo e la popolazione ha voglia che qualcuno intervenga per fermare questo declino. Il paese è piccolo. Forse trecento anime. Ma non per questo deve essere una frazione di serie B. Così alcuni abitanti hanno deciso di testimoniare alcune delle cose che non vanno. Prima su tutte emergenza igienica del fossetto del fiume Maresca. «Siamo un gruppo di famiglie residenti a Tafoni -si legge nella lettera inviata all'amministrazione comunale guidata dal sindaco Silvia Maria Cormio e ad Arpat - e chiediamo l'intervento del Comune per un grave problema igienico che si manifesta nella nostra zona. Il "fossetto" che dalla località Podere -prosegue il testo - scende verso Tafoni e si immette nella Maresca si trova in gravissime condizioni di degrado, rendendo irrespirabile l'aria nelle vicinanze del corso d'acqua. Il problema è peggiorato di recente -concludono le famiglie interessate - e chiediamo un intervento immediato per ripristinare gli scarichi e risolvere i disagi».

«Già a maggio scorso -dice Walter Ferrari, che adiacente al luogo incriminato ha la casa - consegnammo una lettera al Comune di san Marcello, poi abbiamo deciso di recente di scrivere di nuovo perché la situazione sta peggiorando. A volte alla sera non respiriamo dal cattivo odore che proviene da questo fossetto d'acqua».

I problemi non finiscono qui. E lo testimonia Massimo Vivarelli, da sempre attivo nel paese per cercare di risolvere i vari disagi e porli all'attenzione degli enti locali. «Mi vengono in mente - spiega Vivarelli - quelle più evidenti come ad esempio le pessime condizioni in cui versano molte ringhiere lungo la strada interna del paese. Alcuni tratti sono talmente rugginosi e mancanti di pezzi che sono anche pericolosi per i bambini. Inoltre non è mai stato rimesso un cartello per il limite di velocità di 30 chilometri orari e a volte le auto sfrecciano. So che è un male comune, ma spesso l'erba ce la facciamo da soli lungo le strade comunali. Infine il marciapiede, che ormai è inesistente perché non viene mai fatta manutenzione ordinaria e gli scalini per andare verso i pozzi lavatoi. Ormai chiusi da anni». A questo punto il paese di Tafoni aspetta risposte concrete.

Carlo Bardini

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