Il Tirreno

Pistoia

Lettera di 231 giovani al sindaco: «Il Festival rivediamolo insieme»

Un pubblico in prevalenza di giovanissimi a un concerto del Pistoia festival
◗
Un pubblico in prevalenza di giovanissimi a un concerto del Pistoia festival

Critiche ai cambiamenti voluti dal Comune: rendiamo all'evento la dignità che merita

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Forte preoccupazione sul futuro del Pistoia Blues e sugli eventi legati al luglio pistoiese». A metterla nero su bianco sono 231 ragazzi pistoiesi che hanno scritto al sindaco Samuele Bertinelli per chiedere maggiore coinvolgimento e partecipazione dalla prossima edizione del Festival. Il tutto partendo da due elementi ritenuti imprescindibili: da un lato la tutela della sicurezza e del decoro urbano, dall'altro la volontà di ridare al Pistoia Blues la «dignità che merita e che in questi ultimi anni è andata perduta».

«Si è passati da un estremo all'altro - si legge nella lettera - dall'assenza di regolamentazione all'ipocrisia delle ordinanze a tolleranza zero sull'alcol, da mercatini di ogni genere (molti dei quali abusivi e fuori controllo) alla scelta miope di spostarli prima, e abolirli poi. Negli ultimi anni l'amministrazione ha cambiato la natura del Festival. Non più una serie di eventi concentrati in un fine settimana lungo, ma più concerti spalmati nell'arco di un paio di settimane. Non più la città protagonista, ma la sola piazza Duomo, con il contorno svuotato di tutto ciò che rendeva unico il Blues. Un Festival che altro non è che un cartellone di concerti, molti dei quali di qualità, ma separati dal contesto della città».

I 231 firmatari si chiedono se questa scelta sia in linea con il sentire comune, pur dicendosi consapevoli che il dovere di un buon amministratore «è anche quello di prendere scelte impopolari, se fatte però per quello che si ritiene essere il bene della città». La domanda è: il Festival così come lo conosciamo oggi è un bene per Pistoia? «Noi crediamo di no e pensiamo che sia l'ora di intervenire. Come giovani pistoiesi, chiediamo all'amministrazione, in vista ormai delle manifestazioni del prossimo anno, di avviare un percorso partecipativo per la riforma del Blues e del Luglio pistoiese, cercando un dialogo serrato con i cittadini, gli operatori economici, le associazioni di categoria e i rappresentanti dei giovani. Crediamo che nulla sia perduto e che si sia ancora in tempo per ricostruire un Festival lontano dagli eccessi del passato ma più vicino a chi la città la vive ogni giorno. Un Blues per i pistoiesi che però abbia anche l'ambizione di tornare ad essere un polo di aggregazione per le migliaia di giovani che ogni anno raggiungevano Pistoia da tutto il mondo perché riconosciuta capitale della musica, dell'integrazione, del dialogo. Oggi queste peculiarità sono state affossate nel nome di una nuova (quanto legittima, sia chiaro) visione della manifestazione che però noi riteniamo profondamente sbagliata. Non è una questione di presenze in piazza e nemmeno di cartellone, il problema è che la città intorno non vive, o vive al pari di qualsiasi altra sera di luglio. Questa amministrazione ha preso un pezzo di storia della città e lo ha svuotato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana