Il Tirreno

Pistoia

Meno presenze? Soprattutto di stranieri

Elisa Pacini
Meno presenze? Soprattutto di stranieri

Categorie e ristoratori si dividono sul primo bilancio del Pistoia Blues. Niente mercatino, ma più eventi

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PISTOIA. Un calo reale di presenze e relativi affari per locali e ristoranti, o la fatica di adattarsi ad un nuovo format quale è il Pistoia Blues?

Il dibattito sembra già essersi acceso dopo la prima serie di concerti e in attesa del fine settimana clou di una manifestazione che negli anni ha cambiato pelle, avvicinandosi alle lunghe rassegne estive e perdendo lo spirito di una delle Woodstock europee. Un coro di voci molto diverse, anche contrastanti come discordanti sono le sfumature di questo Blues 2016. Dai numeri importanti in Piazza Duomo, alla delusione degli esercenti per serate fiacche fuori dai concerti, mentre le associazioni di categoria evidenziano semmai il calo generale di turisti stranieri.

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«Il Pistoia Blues va analizzato a fondo, perché è una manifestazione diversa dal passato - dice Riccardo Bruzzani di Confesercenti - è spalmata su più giorni e questo non penso sia un male per gli esercenti. Risponde a criteri culturali precisi e in più a Pistoia, ora come ora, ci sono molte iniziative. Per esempio domenica scorsa oltre a Piazza Duomo c'era il concerto dei pianisti Danilo Rea e Rahmin Bahramie alla Fortezza Santa Barbara». Bruzzani cerca di allargare il campo del dibattito. «Sono sicuro che giovedì (14 luglio) sarà una serata molto movimentata - dice - perché ci sono tanti eventi in ponte. A me quello che preoccupa sono i pochi turisti stranieri rispetto agli anni scorsi. È su questo che dovremmo riflettere in vista del 2017 e di Pistoia Capitale della Cultura».

Una percezione condivisa anche da Giuliano Bruni. «La sensazione è questa ma magari arriveranno tutti con la Giostra - dice il presidente del Centro Commerciale Naturale - per questo aspetterei a fare bilanci. Il Pistoia Blues è un appuntamento più musicale rispetto al passato, è cambiato il pubblico».

Paolo Boccardi con la sua Taverna Gargantuà sa sentire il polso della movida e, pur scontento per i minori introiti rispetto ad altre sere estive, mette al centro alcuni punti importanti. «Il vero fine settimana del Blues sarà il prossimo - riflette - quello che imputo al Comune è la mancanza di comunicazione sui tanti eventi collaterali che ci saranno nei prossimi giorni, che non conosce nessuno. In più la scelta del festival lungo può anche starci ma con altri nomi sul palco, non tutti improntati a un pubblico giovanissimo che arriva e poi se ne torna via».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Stefania Bottari dell’ Hangover. «Lavorativamente questo Blues ci ha portato solo serate mediocri - dice - molte persone venivano al Blues anche perché c'era qualcosa fuori dal concerto. Il mercatino attirava le famiglie che poi sono quelle che fanno lavorare. Si vuole fare come il Lucca Summer Festival? Bene, allora chiamiamo dei nomi importanti, non cantanti che attirano solo giovanissimi».

Dalle lamentele per il Blues confusionario del passato, ecco quelle per un Blues pulito ed ordinato.«Lamentele? - continua Bottari - Forse erano dei commercianti non certo dei ristoratori che nei tre giorni di Blues, lavoravano più del resto dell'anno. Quello che voglio dire è: stiamo attenti a non rovinare un centro vivo e vivace come quello di Pistoia, che molte città vogliono imitare».

 

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