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Pistoia

Il bilancio è in rosso ma la Spes va avanti grazie alle riserve

Il bilancio è in rosso ma la Spes va avanti grazie alle riserve

Nonostante i 37.000 euro di perdite la società riuscirà a sistemare 31 alloggi sfitti e cambiare gli impianti termici

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PISTOIA. Un bilancio più o meno simile a quello dello scorso anno, ma in leggero calo. Stiamo parlando della Spes, la società pistoiese per l'edilizia sociale che gestisce 2.200 alloggi (di proprietà del Comune) in tutta la provincia e che chiude con oltre 5 milioni di euro di bilancio. Nota dolente rimangono le perdite di 37.000 euro: dalle 44.000 euro di utile (l'anno scorso di 42 mila) sono stati detratti 80.000 euro di tasse. «Perdite però compensate con riserve molto abbondanti di circa 750.000 euro» precisa Paolo Bechi, presidente della Spes di Pistoia. La società con sede in via del Villone può contare su due grandi categorie di introiti: in primis gli affitti con canoni stabiliti dalla Regione e più o meno rimasti invariati rispetto allo scorso anno, circa 90 euro al mese di media; in secundis i compensi tecnici che la Spes trattiene in base ai lavori che vengono commissionati dalla stessa Regione. Ad esempio: se il governo stabilisce che ci sono 50 milioni di euro in tutta Italia (dunque fondi nazionali) per gli alloggi sfitti, una parte di questi soldi, ammettiamo 500.000 euro, spettano alla Spes pistoiese che trattiene l'11% dei compensi tecnici. «Purtroppo questo tipo di compensi sono calati di 170.000 euro - continua Bechi - se non ci fosse stato questo calo saremmo stati in utile invece che in perdita. Tutto sommato si può dire che il bilancio non ha problemi, non c'è niente di preoccupante». Mettendo le mani avanti in casi estremi, il cda della società pistoiese ha chiesto un fido alle banche di 200.000 euro per pagare i molti fornitori ed aziende che si rivolgono alla Spes per dei lavori, «un fido comunque mai usato fino ad oggi» ci tiene a precisare il presidente Bechi. E l'architetto ha anche annunciato che nel 2016 verranno assunte due persone a tempo determinato: una all'inquilinato e un avvocato interno alla società, con incarico biennale. Per quanto riguarda invece i contorni generali, Bechi sottolinea i rapporti un po' problematici con la Regione «che nel 2016 investirà quasi zero nell'Erp (edilizia residenziale pubblica) nonostante in Toscana ci siano più di 20.000 richieste già accettate e in graduatoria».

«Proprio la stessa Regione ha parlato di 100 milioni di euro per l'Erp deliberati ma non impegnati -sottolinea Bechi - L'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli ha comunque dato notizia che per le nostre società (che sono 11 in Toscana) la Regione ha concordato un mutuo (di cui appunto la Regione se ne farà carico) con la Bei (banca europea per gli investimenti) di circa 95 milioni di euro, mutuo che prenderà una sola società per tutte, forse la Casa Spa di Firenze. Tra gli interventi abbiamo messo l'area Ricciarelli». Per il resto, tante questioni aleatorie. «Ci sarà una riforma dell'Erp? Le 11 società toscane saranno accorpate? Vedremo - conclude Bechi - intanto sistemeremo 36 alloggi sfitti su tutta la provincia (soprattutto Fornaci e Bottegone) e chiederemo un contributo alla Caript per l'efficientamento energetico delle case. Il risparmio sul riscaldamento potrebbe aiutare le persone a pagare l'affitto, altro problema non secondario».

Alessandra Tuci

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