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Pistoia

Pistoia, Copit chiude in utile per il terzo anno: «Un piccolo miracolo»

Valentina Vettori
Pistoia, Copit chiude in utile per il terzo anno: «Un piccolo miracolo»

Il presidente Di Zanni spiega che il risultato arriva grazie al taglio dei costi. Fiato sospeso per il ricorso contro Ratp

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PISTOIA. Per il terzo anno consecutivo Copit, l’azienda pistoiese per il trasporto pubblico, chiude il bilancio in positivo, con un utile 2015 di 256.328 euro. Nel 2013 e nel 2014 gli utili si erano attestati intorno ai 162.000 euro, ma l’azienda arrivava da un triennio 2009/2012 in cui i bilanci avevano chiuso in profondo rosso con un meno 4,6 milioni di euro totale. Poi la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, ridotto da sette a tre membri - Antonio Di Zanni, presidente e amministratore delegato, e i consiglieri Federico Toscano e Sabina Pinto -, e il cambio di rotta che in tre anni ha risanato i conti dell’azienda partecipata. Il cui socio di maggioranza, dal 2014, è il Comune di Pistoia che detiene il 51,913%.

«Si tratta di un piccolo miracolo – spiega Antonio Di Zanni, alla guida dell’azienda dal 2012 – che è stato possibile grazie a un’accurata fase di razionalizzazione di costi, e con una politica di investimenti mirati che hanno portato a un incremento del patrimonio del 26%».

Razionalizzate anche le partecipazioni nelle società di cui Copit possedeva delle quote. Dalle 12 del 2012 si è arrivati alle 6 del 2016, che saranno ridotte a 4 entro la fine dell’anno.

Dal 2012 a oggi, inoltre, il parco mezzi Copit – oggi formato da 151 bus – si è rinnovato per il 40%, grazie alla sostituzione di 63 autobus. Migliorate anche le condizioni di manutenzione e pulizia dei veicoli.

Con il ritorno al segno più nelle casse della partecipata, Copit ha investito nell’ampliamento del servizio, tra cui anche il noleggio dei mezzi turistici e il trasporto scolastico, e nelle risorse umane. Oggi l’azienda conta 316 dipendenti. «Siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare – prosegue Di Zanni -, ma credo si possa parlare di questa Copit come di una nuova azienda sana e in crescita».

Infine, una riflessione sull’esito della maxi gara da 4 miliardi di euro indetta da Regione Toscana per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale, per un periodo di 11 anni, vinta nel marzo scorso da Autolinee Toscane. La società controllata dal colosso francese Ratp.

Copit ha partecipato alla gara all’interno del consorzio Mobit – di cui fa parte anche Ferrovie, attraverso Busitalia, e altre aziende municipalizzate -, ma è uscita sconfitta. Da qui, la decisione di presentare ricorso al Tar e all’Anac, autorità anticorruzione, dopo aver riscontrato 14 anomalie nella proposta presentata da Ratp.

Una su tutte, la convinzione che Ratp non dovesse nemmeno essere ammessa alla gara, in quanto società che in Francia gode di assegnazione diretta dei servizi, poiché partecipata direttamente dal governo.

«Per settembre – spiega il consigliere Federico Toscano – attendiamo il pronunciamento del Tar. Siamo convinti della bontà della nostra azione, e se l’esito del ricorso dovesse essere negativo siamo pronti a procedere per tutti gli altri gradi di giudizio».

«Il rammarico – conclude Di Zanni – è che Copit è tornata a essere un’azienda sana, in grado di promuovere grandi investimenti. Operazioni che, però, in questo clima di incertezza sull’esito del ricorso al Tar per l’aggiudicazione della gara, rimangono naturalmente congelate».

 

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