Il Tirreno

Pistoia

Trecento treni regionali con il marchio Hitachi

di Valentina Vettori

Aggiudicata la maxi commessa di Trenitalia per i convogli ad alta capacità Grande soddisfazione dei sindacati: «Ed ora pensiamo a stabilizzare i precari»

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PISTOIA. Hitachi Rail Italy si aggiudica la maxi commessa di Trenitalia, da circa tre miliardi di euro, per la realizzazione di trecento convogli regionali ad alta capacità. I treni a doppio piano che richiamano il progetto dei vecchi Vivalto. La notizia arriva dopo mesi di attesa, e porta una boccata di ossigeno per l’intero stabilimento pistoiese di Hitachi. Oggi, in via Ciliegiole, è attesa la conferenza stampa di Hitachi dove sarà illustrata nello specifico la commessa aggiudicata.

Già arrivati all'unanimità, però, i commenti dei sindacati metalmeccanici pistoiesi. Ieri, mentre erano a Roma, riuniti per il proseguo delle trattative sul processo di armonizzazione tra i tre stabilimenti Hitachi di Pistoia, Napoli e Reggio Calabria, hanno ricevuto le prime notizie sulla gara andata a buon fine. «Gioia immensa e grande soddisfazione – ripetono in coro. È la notizia che aspettavamo da tanto tempo. Si prospetta un futuro di crescita per il nostro stabilimento, dopo anni di difficoltà. È la dimostrazione che chi non ha mai creduto in noi, si sbagliava». Critica, neanche troppo velata, alle gestione firmata Finmeccanica. Per lo stabilimento di via Ciliegiole, dunque, è l’alba di una rinascita.

L’aggiudicazione dell’enorme gara – numeri che superano di gran lunga le commesse passate di AnsaldoBreda – è una notizia che fa ben sperare per il futuro. Della maxi gara di Trenitalia, del valore complessivo di 4,5 miliardi di euro, si era iniziato a parlare nei dettagli già dal settembre 2015 quando furono aperti i termini per la presentazione delle offerte, e la direzione degli stabilimenti di Pistoia, Napoli e Reggio Calabria era ancora targata AnsaldoBreda di Finmeccanica. In ballo la realizzazione di un totale di 500 convogli, destinati alle linee locali. 300 ad alta capacità, 150 a bassa capacità e 50 a trazione diesel.

Trenitalia si era impegnata a individuare i vincitori tenendo conto per il 60% della qualità tecnica della proposta e per il 40% del prezzo. Poi, il passaggio di proprietà degli stabilimenti AnsaldoBreda ai giapponesi di Hitachi e, nel marzo scorso, la conferma della partecipazione alla maxi gara di Trenitalia. Per la commessa dei trecento convogli ad alta capacità, la più appetitosa, oltre a Hitachi e Alstom erano in gara anche gli svizzeri di Stadler e i canadesi di Bombardier. Poi, nell'ultimo periodo, si è fatta sempre più concreta la possibilità di una gara a due tra Hitachi e Alstom, e nella mattinata di ieri la notizia della vittoria del gruppo giapponese.

In attesa della comunicazione ufficiale di Hitachi, arrivano però le prime indiscrezioni. A vincere è stato il progetto, tutto italiano, di un treno in lega leggera completamente rinnovato rispetto al vecchio Vivalto. Tutto all’insegna della modernità e della tecnologia. Il piano di produzione industriale riguarderà gli stabilimenti di Pistoia e Napoli, anche se non sono ancora chiari modalità e tempi di realizzazione. «È una boccata d’ossigeno per l’intero territorio pistoiese – commenta a caldo Jury Citera, Fim. E la dimostrazione che lo stabilimento di Pistoia ha tanto da offrire. Questa è una vittoria di tutti i lavoratori. È anche grazie al loro contributo e alla loro professionalità che è stato possibile aggiudicarsi la gara. Avanti su questa strada».

Commento a cui fa eco la riflessione di Tiziano Fabbri, Ugl. «Bene così. Grande orgoglio e soddisfazione. Si prospetta un futuro più roseo per tutti. Ora però è tempo di stabilizzare i lavoratori precari». Circa 400, infatti, i dipendenti ancora in attesa di contratti a tempo indeterminato. Una cinquantina di interinali, impegnati nei reparti di allestimento, carpenteria, impianti elettrici e collaudo. Trecentocinquanta i lavoratori dell’indotto – persone che con lo stabilimento di via Ciliegiole lavorano da dieci, quindici anni – che hanno accumulato esperienza e professionalità e che, quotidianamente, si mettono a servizio dell'azienda. «Prima di parlare in modo ufficiale – conclude Albano Tonioni, Fiom – aspetto la conferma dell'azienda. Una cosa però è certa, con l’arrivo di questa importantissima commessa si prospetta l’occasione giusta per stabilizzare tutti i dipendenti ancora in attesa. E i sindacati, in modo unitario, punteranno proprio a questo. Il carico di lavoro sarà enorme, e il modo migliore per rilanciare gli stabilimenti è investire anche sul personale».

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