Il presidio
A ventisei anni guida l’Istituto storico della Resistenza
Il nuovo direttore è un giovane ricercatore di Monsummano Matteo Grasso è un esperto della Seconda guerra mondiale
PISTOIA. Ha ventisei anni, è ricercatore storico, appassionato della seconda guerra mondiale e da qualche giorno ricopre la carica di nuovo direttore dell'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea della provincia di Pistoia. Matteo Grasso, ventisei anni «ancora da finire», di Monsummano, è laureato in Storia all'università di Firenze e lavora per l'associazione culturale Orizzonti di Lamporecchio, e da pochi giorni è stato nominato all'unanimità nuovo direttore dell'Isr di Pistoia. Una carica importante che lo vedrà impegnato nel coordinare le attività e le iniziative dell'Istituto e curarne l'amministrazione.
«Sono molto emozionato e felice» afferma Matteo, che all'Istituto Storico della Resistenza è arrivato attraverso l'università. «Ho iniziato a fare ricerche nell'archivio dell'Istituto per la mia tesi di laurea sull'occupazione nazista a Monsummano Terme - racconta Grasso - poi ho continuato a fare ricerca per gli articoli e i due libri che ho scritto». Alle spalle Matteo ha infatti già alcuni articoli e due libri pubblicati, come quello sul partigiano Doriano Monfardini, "Guerra e resistenza. Vicende partigiane per uno della "Bozzi" e "Percorsi pistoiesi nei luoghi della guerra".
Ma la passione per la storia parte dalle scuole superiori e dalla vicinanza territoriale con alcuni luoghi della memoria: «mi sono appassionato allo studio della storia alle superiori, con le vicende della seconda guerra mondiale. Inoltre, abitando vicino al Padule di Fucecchio, luogo dell'eccidio del '44 dove persero la vita 174 persone, ho iniziato ad interessarmi ancora di più alle vicende storiche».
Matteo è poi entrato nel consiglio direttivo dell'Istituto storico della Resistenza di Pistoia, un impegno che lo ha portato alla nomina di direttore. E sul nuovo mandato ha già le idee chiare: «Ci sarà bisogno della collaborazione di tutti i soci dell'istituto, in più vogliamo aprire collaborazioni con l'esterno, con le tante associazioni del territorio - spiega Grasso - adesso stiamo procedendo con il riordino della biblioteca dell'Istituto, siamo entrati nella rete Redop (la rete documentaria della provincia di Pistoia, ndr) e i volumi sono aperti alla consultazione, entro la fine dell'anno finiremo questo progetto».
Molti sono anche i progetti in vista di Pistoia Capitale della cultura 2017. «Per Pistoia capitale della cultura abbiamo intenzione di fare iniziative sulla Resistenza e sulla Liberazione. Per ora abbiamo in programma una mostra sulla prima guerra mondiale, organizzata in collaborazione con Storia Locale, sui profughi veneti in Toscana».
Eleonora Ferri
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