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Centro sociale sgomberato protestano gli occupanti

Centro sociale sgomberato protestano gli occupanti

PISTOIA. «Il Comune ha voluto chiudere uno dei pochi luoghi a Pistoia dove la cultura sbocciava libera, al di fuori delle logiche speculative del commercio». È questa l'accusa lanciata dal Csoa...

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PISTOIA. «Il Comune ha voluto chiudere uno dei pochi luoghi a Pistoia dove la cultura sbocciava libera, al di fuori delle logiche speculative del commercio». È questa l'accusa lanciata dal Csoa Macello all'amministrazione, dopo lo sgombero dell'edificio. L'ex Macello di via dell'Annona, di proprietà dell'ente, occupato abusivamente da una quindicina di persone dell’area antifascista e No-Tav quasi un anno fa. L'ordinanza, disposta il 3 giugno, è stata effettuata martedì scorso da Polizia municipale e forze dell’ordine. Sgombero che il Csoa Macello definisce “sui generis”. «I vigili urbani - si legge nel comunicato - anziché limitarsi a recapitare l’ordinanza e dare il tempo tecnico necessario per lasciare il posto libero da persone e cose, sono entrati nella struttura portando via tutto il materiale acquistato o donato dagli occupanti a beneficio del Csoa. Oggetti personali, impianto audio e amplificatori, attrezzi da lavoro e persino cibo e bevande. Il tutto, senza lasciare verbali di sequestro». «La struttura - si legge ancora - giaceva nel più completo degrado. Con sacrifici, lavoro e buona volontà, l’ex Macello era stato recuperato e reso fruibile a tutta la cittadinanza. Per mesi è stato sede di spettacoli teatrali, concerti, iniziative politiche e culturali, presentazioni di libri, cineforum, raccolte fondi a scopo sociale, ma soprattutto luogo di ritrovo per centinaia di persone». «Per motivi ancora sconosciuti - conclude la nota - gli amministratori hanno deciso che l’ex Macello deve essere riconsegnato all’abbandono. Non ci stiamo, pensando che realtà come la nostra vadano sostenute, e continueremo a combattere per la cultura e la socialità per tutti». L’occupazione abusiva della struttura di via dell’Annona - lo ricordiamo - risaliva al 4 luglio 2015 e la prima denuncia da parte del Comune era avvenuta il 9 luglio. E una seconda denuncia del Comune, nel gennaio scorso, era stata sporta contro ignoti per l'incendio divampato in uno dei locali della struttura. «Lo sgombero era un atto dovuto, in primo luogo per questioni di sicurezza pubblica» avevano fatto sapere dall’amministrazione martedì scorso. (v.v.)

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