Il presidio
Supermercato a Pescia, la rabbia di Geri
L’ex consigliera comunale critica Unicoop Montagna Pistoiese: era più saggio investire qui
SAN MARCELLO. Si dice allibita Lucia Geri, dalla notizia di alcuni giorni fa, apparsa sul nostro giornale, dell'intenzione di Unicoop Montagna Pistoiese, assieme ad altre due cooperative, di aprire un nuovo supermercato a Pescia, che nascerà sulle ceneri di una precedente cooperativa posta in liquidazione.
Non ci vuole credere e pone semplicemente alcune riflessioni. Ricordiamo che Lucia Geri è stata assessore comunale delle passate legislature, è socia dell'Unicoop Montagna Pistoiese e figlia di colei che per anni ha mandato avanti lo spaccio di Bardalone. La nostra protagonista ha affidato al suo profilo facebook lo sfogo. «La notizia mi inquieta non poco, sia come socia che come cittadina. E mi inquieta anche il silenzio di tutta la montagna, visto che un totale di un milione e mezzo di euro - seppure diviso per tre - verrà conferito alla nascente società. Ora, le mie domande sono molto semplici». Scrive Lucia Geri: «Se è vero che i bilanci della nostra Coop sono molto positivi, non sarebbe stato il caso di investirli per migliorare il servizio, magari riducendo i prezzi o aumentando nuovi tipi di merce? O meglio ancora, magari organizzare nuovi servizi, per esempio portare la spesa a domicilio dando lavoro a qualche giovane disoccupato?».
Inoltre Geri si domanda «quanto tempo ci vorrà per recuperare tutto quel denaro? Infine non è di facile comprensione come con questa manovra si farebbe fronte al crescente calo demografico della montagna. Insomma, o dall'articolo manca un pezzo di equazione o la scelta - così come si legge - mi sembra non solo immotivata, ma addirittura offensiva per i soci e per tutta la montagna, che probabilmente ne verrà ulteriormente impoverita. Io spero di sbagliarmi e di aver capito male, perché altrimenti la manovra mi sembrerebbe addirittura pericolosa».
Raggiunta al telefono Lucia Geri precisa: «Le mie sono solo delle riflessioni e delle paure espresse. Però sinceramente sono rimasta allibita da questa decisione. In una fase in cui in montagna si sta perdendo tutto, molti servizi intendo, sarebbe stato più logico rafforzare noi stessi. Viviamo sempre con il rischio, ad esempio, della razionalizzazione degli spacci. Ecco io vorrei solo avere delle risposte».
Carlo Bardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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