Cento imprese vivaistiche investono nell’ambiente
Parte un piano integrato di filiera in parte finanziato dall’Unione europea Dal riciclaggio degli scarti verdi all’energia solare fino all’uso di bio-concimi
PISTOIA. Vivaismo e ambiente: un binomio non solo possibile, ma centrale nel piano integrato di filiera presentato ieri a Palazzo dei Vescovi da Coldiretti e Marco Romiti, titolare dell’azienda capofila fra un centinaio di imprese vivaistiche pistoiesi. Il progetto, chiamato “3 S Eco-Nursery Smart Specialisation Strategy”. coinvolge oltre che a 93 imprese, 7un consorzio e sette soggetti scientifici, fra cui le Università di Firenze, Viterbo, Salerno, il Cnr-Ibimet, il Crea Viv. Gli inverstimenti previsti sono di 5,7 milioni di euro, con un contributo pubblico, principalmente europeo, di 2,6 milioni. Il 2 S Eco Nursery è stato approvato fra i 39 Pif (piani integrati di filiera) del settore agricolo e dovrà avere una durata di due anni - dal 15 aprile 2016 al 15 aprile 2018 con possibilità di proroghe di sei mesi - nei quali le aziende che partecipano potranno beneficiare dei contributi per portare a termine i loro investimenti.
Un piano che copre tutta la filiera della coltivazione di piante. A differenza degli altri Pif lanciati in questi anni dal settore vivaistico pistoiese (sei in tutto), come hanno spiegato i promotori l’Eco Nursery vuole coprire tutta la filiera della coltivazione, dando un’impronta di innovazione tecnologica all’insegna della riduzione dell’impatto ambientale. «Il lancio di questo progetto sembra cadere a fagiolo in questi giorni in cui è tornata fuori la polemica sul vivaismo che inquina - dice il direttore di Coldiretti Pistoia, Simone Ciampoli - in realtà è già un anno e mezzo che siamo in corsa per questo piano che mette il tema dell’impatto ambientale al centro degli investimenti» . L’altro aspetto importante è la sinergia fra un numero così elevato di imprese. «In tempi di crisi come questo non è scontato che tante aziende riescano a mettersi insieme per investire - incalza la presidente di Coldiretti, Michela Nieri - É indispensabile che le istituzioni siano vicine a queste aziende, in un settore che rappresenta una fetta importante dell’economia toscana, crea posti di lavoro ed un indotto importante».
Gli interventi previsti: dal riciclaggio degli scarti verdi alle serre con pannelli solari. Il progetto di filiera si affida ad alcune azioni ed interventi che hanno il duplice scopo di introdurre tecnologie nuove e più competitive e di ridurre notevolmente l’impatto ambientale. Si va dalla possibilità di riutilizzare gli scarti verdi come componente del terriccio utilizzato nei vasi, alle serre non riscaldate a gasolio, ma a energia solare; dai vasi biodegradabili al miglioramento dei fondi per incrementare la qualità del processo produttivo rispettando l’assetto idro-geologico; dall’acquisto di hardware e software per ammodernare la gestione aziendale all’acquisizione delle certificazioni ambientali. E ancora, l’uso di bio-concimi e di prodotti organici nella lotta fitosanitaria in sostituzione dei fitofarmaci e di diserbanti ecologici. Come ha detto l’assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni, nel corso della presentazione del progetto, «la compatibilità ambientale oggi non è più solo uno scopo filantropico, ma una strategia aziendale per attrarre il mercato internazionale». «Esiste una sola strada per restare ai vertici del vivaismo ornamentale - ha detto ancora Marco Romiti, titolare dell’impresa capofila del progetto - ed è quella di investire nell’innovazione all’insegna del rispetto dell’ambiente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google