Il Tirreno

Pistoia

Cento imprese vivaistiche investono nell’ambiente

di Francesco Albonetti

Parte un piano integrato di filiera in parte finanziato dall’Unione europea Dal riciclaggio degli scarti verdi all’energia solare fino all’uso di bio-concimi

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PISTOIA. Vivaismo e ambiente: un binomio non solo possibile, ma centrale nel piano integrato di filiera presentato ieri a Palazzo dei Vescovi da Coldiretti e Marco Romiti, titolare dell’azienda capofila fra un centinaio di imprese vivaistiche pistoiesi. Il progetto, chiamato “3 S Eco-Nursery Smart Specialisation Strategy”. coinvolge oltre che a 93 imprese, 7un consorzio e sette soggetti scientifici, fra cui le Università di Firenze, Viterbo, Salerno, il Cnr-Ibimet, il Crea Viv. Gli inverstimenti previsti sono di 5,7 milioni di euro, con un contributo pubblico, principalmente europeo, di 2,6 milioni. Il 2 S Eco Nursery è stato approvato fra i 39 Pif (piani integrati di filiera) del settore agricolo e dovrà avere una durata di due anni - dal 15 aprile 2016 al 15 aprile 2018 con possibilità di proroghe di sei mesi - nei quali le aziende che partecipano potranno beneficiare dei contributi per portare a termine i loro investimenti.

Un piano che copre tutta la filiera della coltivazione di piante. A differenza degli altri Pif lanciati in questi anni dal settore vivaistico pistoiese (sei in tutto), come hanno spiegato i promotori l’Eco Nursery vuole coprire tutta la filiera della coltivazione, dando un’impronta di innovazione tecnologica all’insegna della riduzione dell’impatto ambientale. «Il lancio di questo progetto sembra cadere a fagiolo in questi giorni in cui è tornata fuori la polemica sul vivaismo che inquina - dice il direttore di Coldiretti Pistoia, Simone Ciampoli - in realtà è già un anno e mezzo che siamo in corsa per questo piano che mette il tema dell’impatto ambientale al centro degli investimenti» . L’altro aspetto importante è la sinergia fra un numero così elevato di imprese. «In tempi di crisi come questo non è scontato che tante aziende riescano a mettersi insieme per investire - incalza la presidente di Coldiretti, Michela Nieri - É indispensabile che le istituzioni siano vicine a queste aziende, in un settore che rappresenta una fetta importante dell’economia toscana, crea posti di lavoro ed un indotto importante».

Gli interventi previsti: dal riciclaggio degli scarti verdi alle serre con pannelli solari. Il progetto di filiera si affida ad alcune azioni ed interventi che hanno il duplice scopo di introdurre tecnologie nuove e più competitive e di ridurre notevolmente l’impatto ambientale. Si va dalla possibilità di riutilizzare gli scarti verdi come componente del terriccio utilizzato nei vasi, alle serre non riscaldate a gasolio, ma a energia solare; dai vasi biodegradabili al miglioramento dei fondi per incrementare la qualità del processo produttivo rispettando l’assetto idro-geologico; dall’acquisto di hardware e software per ammodernare la gestione aziendale all’acquisizione delle certificazioni ambientali. E ancora, l’uso di bio-concimi e di prodotti organici nella lotta fitosanitaria in sostituzione dei fitofarmaci e di diserbanti ecologici. Come ha detto l’assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni, nel corso della presentazione del progetto, «la compatibilità ambientale oggi non è più solo uno scopo filantropico, ma una strategia aziendale per attrarre il mercato internazionale». «Esiste una sola strada per restare ai vertici del vivaismo ornamentale - ha detto ancora Marco Romiti, titolare dell’impresa capofila del progetto - ed è quella di investire nell’innovazione all’insegna del rispetto dell’ambiente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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