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In bilico la commessa dei treni regionali
Alla pari l’offerta di Hitachi e quella di Alstom. La Fim Cisl: Trenitalia non faccia pasticci e scelga mezzi prodotti in Italia
PISTOIA. Trenitalia ha aperto le buste della gara per i nuovi treni regionali, una maxi-commessa da 4,5 miliardi di euro totali. E la tensione sale rapidamente verso l’allarme rosso in via Ciliegiole: sia perché l’affare è di quelli davvero importanti da qui ai prossimi anni, sia perché le prime indiscrezioni che stanno circolando non sono delle migliori per Hitachi Rail Italy, l’ex AnsaldoBreda. Anche se, va detto, notizie ufficiali al momento non ce ne sono.
Trenitalia ha diviso la commessa in tre tranche separate: la prima è per 150 treni a media frequentazione (con almeno 450 posti a sedere); la seconda è di 300 treni ad alta capacità (600 posti almeno a sedere); infine una terza tranche di 50 treni diesel. Delle tre, Hitachi ha presentato un’offerta solo per il secondo lotto, quello cioè più ricco. Mentre i 150 treni a media frequentazione li dovrebbe realizzare la francese Alstom (una nuova versione dei “Jazz”) nel suo stabilimento di Savigliano, (Cuneo); i diesel, invece, dovrebbero essere appannaggio della svizzera Stadler, unica concorrente.
Ma il concentrarsi su uno solo dei lotti sul tappeto pare non sia stato sufficiente a Hitachi per strappare la vittoria. Si parla infatti di un sostanziale ex aequo con Alstom, per dirimere il quale bisognerà attendere una decina di giorni. Ma tra gli addetti ai lavori circolano voci gelide per i pistoiesi, voci che danno l’appalto già in mano al gruppo francese, che sarebbe uscito vincitore da un accurato riconteggio.
Per saperne di più l’unica soluzione è attendere le comunicazioni ufficiali. Ma certo tra gli uomini di Hitachi circola una notevole apprensione. La commessa dei 300 treni regionali, infatti, che dovrebbe partire nel 2018, cadrebbe a pennello per riempire i vuoti che via via si creeranno sulle linee produttive dello stabilimento pistoiese (e degli altri due del gruppo, a Napoli e a Reggio Calabria) via via che le attuali commesse dei nuovi Frecciarossa 1000 e dei treni per pendolari Vivalto andranno ad esaurimento.
Intanto c’è chi suona il campanello a Trenitalia. Jury Citera, segretario Fim Cisl Toscana Nord e Carlo Anelli, coordinatore nazionale dello stesso sindacato, hanno firmato insieme una nota significativamente intitolata “La gara per la costruzione dei nuovi treni regionali rischia di trasformarsi in un pasticcio”. I due invitano Trenitalia ad evitare approssimazioni e a dare il massimo peso alla qualità dei prodotti e al loro buon funzionamento nel tempo. “Importante – si legge – che la produzione rimanga interamente in Italia, con garanzie che tutte le ditte di appalto siano italiane”. Un criterio che favorirebbe Hitachi, visto che i treni Alstom ad alta frequentazione non sono prodotti in Italia.
Jury Citera aggiunge che “la qualità, l’affidabilità del prodotto, la puntualità delle consegne e l’assistenza sul prodotto in Hitachi Rail è cambiata rispetto al passato” come testimonia l’Etr 1000, consegnato con estrema puntualità rispetto ai programmi e rivelatosi nei primi mesi di esercizio estremamente affidabile. Insomma – dicono i sindacalisti Fim – Hitachi ha voltato pagina rispetto ai tempi di AnsaldoBreda e sarebbe bene che questa affidabilità venisse riconosciuta da Trenitalia. Non solo per le sorti degli stabilimenti Hitachi ma anche per le tante aziende dell’indotto.
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