«Vivai, il divieto assoluto è una forzatura»
Capecchi (Pistoia Domani): chiederò copia delle osservazioni al Ptc, necessario trovare un equilibrio
PISTOIA. Sulla decisione del Comune di Pistoia di bloccare l’estensione delle aree vocate ad attività vivaistiche, prende la parola anche il consigliere comunale di opposizione Alessandro Capecchi (Pistoia Domani) che parla di una «forzatura e di una scelta ideologica da parte del sindaco Samuele Bertinelli».
Continua dunque la scia di polemiche – innescata nei giorni scorsi dagli stessi compagni di partito del sindaco, in primis dal segretario provinciale Pd Riccardo Trallori - sulle osservazioni che il Comune ha inviato alla Provincia di Pistoia in relazione agli adeguamenti normativi che interesseranno il nuovo Piano territoriale di coordinamento provinciale. Strumento urbanistico della Provincia che disciplina il territorio anche in merito alle aree di interesse ambientale da salvaguardare. Osservazioni che da parte del Comune escludono qualsiasi inserimento di nuove aree vocate all’attività vivaistica rispetto a quelle già previste dal Regolamento urbanistico comunale approvato nel 2013. «Come noto – spiega Alessandro Capecchi, che a Palazzo di Giano è anche presidente della seconda commissione consiliare per il governo del territorio – nel 2013 il Popolo delle libertà (oggi Pistoia Domani) votò contro il Regolamento urbanistico, che già imponeva limitazioni al vivaismo. Oggi, però, alla luce della decisione del sindaco è importante capire se le osservazioni presentate al Ptc sono le stesse contenute nel Regolamento urbanistico, oppure se si tratti di ulteriori restrizioni. Per di più – prosegue Capecchi – trattandosi di un tema così rilevante per il nostro territorio, un passaggio della discussione in seconda commissione, non avrebbe guastato. Per questo chiederò una copia delle osservazioni al Ptc presentate dal Comune, perché è necessario capire bene la natura della scelta». «Sul netto no all’insediamento di vivai in aree collinari, poi - conclude Capecchi - sarebbe opportuno trovare un punto di equilibrio perché il divieto assoluto è una forzatura che non ha ragione di esistere».
Rincara la dose – attraverso un comunicato stampa – Patrizio La Pietra, portavoce provinciale Fdi-An, che bolla la decisione di Bertinelli come «unilaterale e arrogante», poiché basata su un'ideologia ambientalista che vede il nemico in ogni attività produttiva. «Se il sindaco ha in mano dei dati che attestano la pericolosità della attività vivaistica per la salute pubblica - si legge nella nota - li faccia vedere. Se no faccia il suo lavoro: tutelare il territorio in ogni suo aspetto, quello sanitario e ambientale, ma anche quello produttivo e sociale».
Valentina Vettori
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