Il presidio
È Matteo Angioli di Pistoia l’erede di Marco Pannella
Il trentasettenne era il pupillo del leader dei radicali e con la fidanzata Hart ha assistito giorno e notte il politico nei suoi ultimi cento giorni di vita
PISTOIA. Matteo Angioli e Laura Hart, lui di Pistoia, lei fiamminga, sono la coppia che ha assistito il leader dei radicali, Marco Pannella, nei suoi ultimi cento giorni di vita nella casa romana in via della Panetteria. Ma per il trentasettenne pistoiese il rapporto con Pannella risale a ventidue anni fa quando - come lui stesso ha dichiarato - nel 1994 fu portato dai suoi genitori, di fede radicale, al congresso in cui partecipò anche Silvio Berlusconi. Da allora il rapporto si è fortificato e consolidato nel tempo tanto da essere annoverato come uno dei due o tre fedelissimi del leader e suo erede.
Matteo Angioli volle partire a 21 anni per la Nuova Zelanda per fare un’esperienza lavorativa come cameriere. «Allora Marco mi disse: iscriviti subito a un corso di inglese. Contattò l’ambasciatore e mi fece avere una lista di scuole, di case e di ristoranti» ha dichiarato il pistoiese al Corriere.it parlando degli inizi del suo “rapporto socratico” con Pannella.
Un’amicizia e delle premure fra il politico e il giovane pistoiese che si consolidarono al suo rientro in Italia quando Pannella gli offrì un posto come suo collaboratore a Strasburgo dove «si sta battendo perché venga riconosciuto il diritto alla conoscenza. Un diritto per il quale tutti dovrebbero lottare» come disse Pannella descrivendo quello che stava facendo il suo assistente.
Lo scambio di lettere fra i due, nel periodo in cui il pistoiese rimase in Nuova Zelanda, doveva diventare un libro ma, a causa delle resistenze di molti, compresa quelle di Emma Bonino che minacciò di uscire dal partito, il libro non uscì ed è rimasto in un cassetto. «Doveva essere il coming out di Pannella» si legge ancora sul Corriere.it e Carlo Ripa di Meana avrebbe dovuto fare la prefazione e, quindi, quelle lettere le ha già lette, e un titolo glielo avrebbe anche dato: “lettere di amore elettrico”. Lo scambio di missive è sempre in un cassetto anche se il leader dei radicali nel 2010 ha fatto il suo coming out. Ora, chissà, potrebbe vedere la luce.
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Matteo Angioli e Marco Pannella erano stati insieme a Pistoia il 14 novembre dell’anno scorso. Angioli era imputato in un processo per violazione di domicilio: era entrato nella piscina Fedi quando era chiusa, perché aveva trovato il cancello aperto e già da tempo ne denunciava lo stato di degrado. Un’entrata che era costata però a lui la denuncia per violazione di domicilio da parte di Doriana Degli Innocenti, presidente della società Cogis che all’epoca (era il settembre del 2010) gestiva la piscina Fedi.
Angioli è stato assolto con la formula «perché il fatto non costituisce reato» e quella fu l’ultima visita di Pannella a Pistoia e, probabilmente anche una delle ultime di Matteo Angioli che di lì a poco, insieme alla sua fidanzata Laura Hart, ha dovuto occuparsi giorno e notte dell’assistenza del leader dei radicali visto la sua malattia che ha avuto una progressione rapida e dolorosa.
Negli ultimi tempi è stato soprattutto Angioli a sobbarcarsi il compito di fare assistenza piena a Pannella. Ed è stato lui a chiamare l’anestesista quando il dolore è diventato talmente insopportabile per l’ottantaseienne che anche per poterlo trasportare in clinica, la sera prima della morte, è stato impossibile farlo senza sedarlo.
Adesso sono tutti in attesa di conoscere e leggere il testamento del leader dei radicali.
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