Italia
«Cespevi punto di riferimento a livello regionale»
PISTOIA. «Proposta promettente. Parliamone il 18 maggio insieme a vivaisti e rappresentanti di Regione e Comune». Così Sandro Orlandini, presidente provinciale della Cia, sull’intenzione, da parte di...
PISTOIA. «Proposta promettente. Parliamone il 18 maggio insieme a vivaisti e rappresentanti di Regione e Comune». Così Sandro Orlandini, presidente provinciale della Cia, sull’intenzione, da parte di un gruppo di imprenditori, di acquisire il 60% delle quote Cespevi.
«Siamo disponibili - afferma Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico - a rilevare il 60% delle quote del Centro sperimentale. Ci impegnamo a costituire un’apposita società, aperta alla partecipazione di tutti gli operatori del settore florovivaistico dell’Alta Toscana». Del gruppo fanno parte, oltre a Piante Mati, Rose Barni, l’Azienda agricola Magazzini Luca, Romiti Vivai, Innocenti Rolando e Flora Toscana.
Orlandini valuta come “promettente” il progetto e rimanda la valutazione della Cia alla tavola rotonda organizzata per il 18 maggio nella sede del Cespevi. Incontro a cui prenderanno parte gli assessore regionali Marco Remaschi e Federica Fratoni, la Camera di Commercio, il Comune di Pistoia e la Fondazione Caript.
«Bene che ci sia già un progetto concreto - sostiene Orlandini -La proposta della cordata di aziende florovivaistiche guidate da Mati è molto promettente, ma ovviamente va chiarita meglio nei dettagli e magari aggiustata in alcuni punti, tenendo conto anche degli eventuali paletti strategici e politico-economici, o quanto meno dei pareri, della Regione Toscana e del Comune di Pistoia; senza dimenticare le indicazioni che verranno dagli istituti bancari. Per questo noi per ora sospendiamo il giudizio fino alla tavola rotonda che abbiamo organizzato il 18 maggio al Cespevi. E Orlandini invita tutti i soggetti del settore agricolo e florovivaistico interessati alle sorti del Cespevi, di qualunque parrocchia (da Cia, Coldiretti e Confagricoltura), a partecipare all’incontro presentando le proprie eventuali proposte».
«È evidente - prosegue Orlandini - che ci sono tante opzioni possibili da soppesare attentamente. Ad esempio, per restare a un aspetto dell'interessante proposta di Mati, si potrebbe preferire che la società di florovivaisti che si candida a rilevare le quote del Cespevi sia aperta a imprese del settore di tutta la Toscana e non solo dell'alta Toscana, così che il Cespevi si candidi come Centro sperimentale per tutto il vivaismo regionale e sia più facile raggiungere il livello di capitale necessario. Inoltre è opportuno valutare prima di ogni decisione se e come il nuovo Cespevi debba relazionarsi con il Crea-Viv di Pescia e quindi se il Cespevi debba concentrarsi sul vivaismo ornamentale oppure occuparsi anche di florovivaismo e floricoltura, come l'interesse manifestato da Flora Toscana potrebbe far pensare. Ciascuna opzione ha dei pro e dei contro che vanno ponderati in relazione anche alle strategie complessive per il settore florovivaistico (vivaismo e floricoltura) della Regione Toscana».
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