La cordata per salvare il Cespevi
Gruppo di imprenditori vivaistici disponibili ad acquisire il 60% delle quote
PISTOIA. «Un gruppo di vivaisti, specializzati in ambiti diversi, con aziende di piccole, medie e grandi dimensioni, si sono messi insieme e hanno elaborato un progetto per salvare il Cespevi che presentano ai loro colleghi e alle istituzioni».
Così Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico pistoiese, descrive un’idea, un sogno, un piano pensato e tirato su in queste settimane di ricorsa frenetica contro il tempo per salvare il Centro sperimentale per il vivaismo. Il tempo stringe. Il 18 maggio si svolgerà un convegno dal titolo emblematico: “Quale futuro per il Cespevi?”, organizzato dalla Cia e che vedrà la partecipazione degli assessori regionali Federica Fratoni e Marco Remaschi. Gli imprenditori che hanno scelto in Mati il proprio portavoce illustreranno anche a loro il progetto elaborato: «Acquisire - spiega Mati - il 60% delle quote del capitale Cespevi, impegnandoci a costituire un’apposita società, aperta alla partecipazione di tutti gli operatori del settore florovivaistico dell’Alta Toscana».
Oltre a Piante Mati fanno parte del gruppo di imprenditori Grazia Innocenti (Innocenti Rolando), Marco Romiti (Romiti Vivai), Piero Barni (Rose Barni), Luca Magazzini (Az. agr. Magazzini Luca), e Paolo Batoni (Flora Toscana). Quest’ultima un’importante realtà pesciatina.
«Siamo convinti - continua Mati - che con un alto numero di adesioni alla nuova società e con la collaborazione delle istituzioni pubbliche e private sia possibile evitare la liquidazione del Cespevi, o comunque un passaggio della sua gestione a soggetti estranei agli interessi delle aziende florovivaistiche e alle loro esigenze di sviluppo». A seconda delle dimensioni le imprese che aderiranno potranno sottoscrivere tre distinte categorie di azioni, ognuna con specifici diritti amministrativi. Gli interessati hanno tempo fino alle 20 del 27 maggio, compilando un apposito modulo disponibile nelle sedi di Confagricoltura, Cia e Coldiretti.
Tiziana Gori
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