Sabella: «Violenze a scuola» Ma il preside smentisce
PISTOIA. «Pistoia negli ultimi mesi sta diventando un mezzo Far west». Ha usato queste parole il consigliere comunale di Forza Italia, Alessandro Sabella, commentando i recenti fenomeni di bullismo e...
PISTOIA. «Pistoia negli ultimi mesi sta diventando un mezzo Far west». Ha usato queste parole il consigliere comunale di Forza Italia, Alessandro Sabella, commentando i recenti fenomeni di bullismo e violenze fra giovanissimi, durante la seduta del consiglio comunale di martedì scorso. Al centro dell’intervento del consigliere, l’episodio che nella serata di sabato 7, in via Roma, ha coinvolto due ragazzine, richiedendo l’intervento di volanti che si trovavano in zona. «Risse che – prosegue nel suo intervento Sabella – accadono anche nelle scuole. Sia all’esterno degli istituti, a pochi metri dall’uscita, sia all’interno delle aule». E cita espressamente la scuola media inferiore Roncalli, dove dei ragazzini – tra cui la stessa che si sarebbe resa protagonista dello scontro di via Roma – hanno compiuto episodi simili anche a scuola. Senza che però sia mai avvenuta alcuna denuncia da parte della dirigenza dell’istituto, nonostante l’intervento delle volanti».
Il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Roncalli-Galilei” Maurizio Monti - chiamato in causa nell’intervento in consiglio comunale da Sabella -, però, smentisce l’accaduto rimandando le accuse al mittente. «Non compete a me commentare gli episodi che avvengono all’esterno della scuola, ma niente di simile è mai successo all’interno dell’istituto Roncalli. Ho già richiesto il verbale del consiglio comunale, ma – ripete Monti – nella scuola non si è mai verificato niente».
Tornando sulle recenti risse in centro storico – quella di via Roma, e una precedente in via Atto Vannucci con protagoniste sempre giovanissime adolescenti, due delle quali sono finite al pronto soccorso – Sabella conclude. «È necessario intervenire per contrastare gravi episodi del genere, implementando i controlli delle forze dell’ordine sulla sicurezza, specialmente nei luoghi frequentati dai più giovani. E bisogna intervenire, eventualmente, anche con i servizi sociali, per prestare attenzione alle persone che vivono in condizioni di disagio, anche all’interno delle loro famiglie».
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