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Hitachi-sindacati, si tratta anche sulle pause di lavoro
Dopo la tensione del 27 aprile, con la Digos in fabbrica, sono ripresi gli incontri Gli stop periodici nelle lavorazioni a rischio? «Ok a superarli, ma solo se si investe»
PISTOIA. Apparentemente non ha lasciato strascichi la giornata di tensione del 27 aprile, quando allo stabilimento Hitachi di via Ciliegiole è arrivata la Digos, dopo che i lavoratori della azienda ferroviaria avevano scioperato e presidiato i cancelli per un’ora e mezzo. L’11 maggio sindacati e azienda si sono rivisti di nuovo a Roma, per proseguire la trattativa avviata da due mesi su orari, pause e permessi. E ieri in fabbrica si è svolta l’assemblea per informare i lavoratori. Non solo: sono già stati fissati altri due incontri romani, il 18 e il 25 maggio. Insomma, sembra proprio che l’incidente del 27 aprile (innescato dalla comunicazione delle promozioni 2016 che avrebbero poco premiato chi lavora in officina, e poi esploso per il rifiuti dei dirigenti di incontrare i delegati sindacali) sia ormai archiviato, in favore di una disponibilità al dialogo, particolarmenre importante in una fase come questa in cui i nuovi proprietari di Hitachi Rail Italy, stanno assumendo concretamente il controllo degli stabilimenti ex AnsaldoBreda.
Al centro dell’ultimo incontro a Roma, la questione degli orari e degli ingressi flessibili. Qui, dopo una iniziale proposta rigida di Hitachi (stesso orario per tutti) si è tornati alle soluzioni attuali e questo sta aiutando a portare delle modifiche condivise sugli altri argomenti. Da notare che all’assemblea di ieri l’Ugl si è voluta smarcare dai sindacati confederali, non condividendo questa fase di trattative con l’azienda.
Per lo stabilimento di Pistoia, comunque, il nodo vero è quello delle pause introdotte negli anni scorsi in alcune lavorazioni (nei reparti meccanica, verniciatura e carpenteria) considerati particolarmente insalubri, per rendere meno pesanti i turni di lavoro. L’azienda vorrebbe eliminarli, in considerazione anche dei miglioramenti apportati in questi anni in termini di sicurezza e comfort di lavoro.
Fim, Fiom e Uilm, in un loro documento del 4 maggio scorso, hanno messo nero su bianco la volontà di “raggiungere il completo superamento delle pause”, subordinandolo però ad “un confronto dettagliato che si richiede avvenga direttamente nelle officine interessate, postazione per postazione”.
In sintesi: le pause non sono un tabù, ma prima di rinunciarci devono arrivare investimenti concreti per il miglioramento delle condizioni di lavoro, non solo della produttività. Proprio di questi temi si inizierà a parlare nei prossimi incontri del 18 e del 25 maggio.
Fabio Calamati
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