Il Tirreno

Pistoia

Centrale del latte, sì alla fusione con Torino

di Fabio Calamati
Centrale del latte, sì alla fusione con Torino

Nell’assemblea dei soci decisivi i voti di Pistoia, dopo il no di Livorno. A settembre il Comune potrà mettere in vendita le quote

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PISTOIA. I soci della Centrale del latte di Firenze, Pistoia e Livorno hanno approvato lunedì 9 maggio il via libera al processo di fusione con la Centrale del latte di Torino, per far nascere la nuova spa Centrale del latte d’Italia.

Anche Pistoia, che con il suo 18,4% delle quote è il terzo azionista della “Mukki” (dopo il Comune di Firenze e Fidi Toscana), ha votato a favore. Quando l’operazione sarà perfezionata – e si prevede che succeda dopo il 30 settembre – Palazzo di Giano potrà avviare le operazioni di vendita (con procedura pubblica) della sua quota.

Il sindaco Bertinelli e la sua maggioranza non ritengono infatti strategica la partecipazione nella Centrale, ma sono ovviamente interessati al suo controvalore, che stimano in 4,3 milioni di euro: ossigeno importantissimo per il piano investimenti dell’amministrazione o per ridurre ulteriormente il debito dell’ente.

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Insomma, per il Comune la cessione della Centrale è una operazione molto importante. Pur di portarla in porto nel migliore dei modi, Pistoia ha accettato di rinfoderare la ricerca autonoma di un compratore (a ottobre 2014 Palazzo di Giano aveva lanciato un avviso, al quale aveva risposto la Granarolo) e di unirsi alle scelte della maggioranza dei soci, primo tra tutti il Comune di Firenze.

D’altra parte, per ottenere il disco verde alla fusione, l’assemblea dei soci di lunedì doveva esprimersi con almeno l’80% delle quote a favore, quorum che ha reso decisivo il voto del Comune di Pistoia. Tanto più dopo che il Comune di Livorno, unico nella compagine societaria, ha scelto di opporsi alla fusione. L’esito finale del voto, infatti, è stato una percentuale di “sì” del 95%.

Ora cosa succederà? «Il prossimo passaggio – spiega il vicensindaco Daniela Belliti, con delega alle aziende partecipate – sarà l’assemblea straordinaria dei soci della Centrale del latte di Torino, programmata per il 16 giugno. Ottenuto anche questo secondo via libera, la parola passerà alla Consob, che dovrà svolgere i controlli e le verifiche necessarie alla quotazione in Borsa della futura Centrale d’Italia».

Il compito dovrebbe concludersi entro settembre, dopo di che il Comune di Pistoia, che non sottoscriverà i patti parasociali della nuova spa, sarà libera di vendere subito le sue azioni della nuova società. In base ai rapporti di concambio, Pistoia si ritroverà il 5,26% del capitale sociale della nuova società Centrale del latte d’Italia spa. Una vendita che dovrà avvenire “attraverso una procedura ad evidenza pubblica ad un valore non inferiore a quello determinato secondo il metodo del patrimonio netto e di rinviare al consiglio comunale l’indirizzo circa la vendita della partecipazione azionaria per valori inferiori”, come ha sottolineato anche il parere dei sindaci revisori del Comune. Difficile, al momento, fare previsioni precise sui tempi, anche se la giunta Bertinelli è fortemente fiduciosa di realizzare tutto in tempi abbastanza brevi e comunque chiudere la partita entro la fine dell’anno, completando le procedure di vendita della quota della nuova società, che – detto per inciso – punta ad essere il terzo polo del mercato del latte in Italia.

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