Il Tirreno

Pistoia

Niente più confini, una sola Montagna

di Luca Signorini
Niente più confini, una sola Montagna

I cittadini di San Marcello e Piteglio, attesi dal referendum domenica e lunedì, preferirebbero però un unico municipio

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SAN MARCELLO. Fusione a quattro, altro che a due. Altro che Montagna alta e Montagna bassa. La Montagna Pistoiese è una sola: Abetone, Cutigliano, San Marcello e Piteglio, volendo anche le frazioni collinari di Pistoia (Pracchia, Orsigna, Le Piastre, Pontepetri). E il referendum consultivo di domenica e lunedì non è inutile, ma quasi. Intanto, però, decidiamoci, facciamo questo primo passo. Uniamo San Marcello e Piteglio. Diventiamo un Comune unico. Poi si vedrà. Dentro i bar e nei negozi di alimentari, in piazza e sui marciapiedi, più o meno le persone la pensano allo stesso modo. A San Marcello come a Piteglio, anche se qui l'incognita principale riguarda la Val di Forfora (i paesi di Lanciole, Crespole e Calamecca) che da sempre guarda con favore all'annessione con Pescia.

Partiamo da San Marcello. «Io andrò a votare e voterò sì alla Fusione - dice Mauro Taliani - ma secondo me questo referendum è solo uno spreco di soldi. Se volessero fare una cosa fatta bene dovrebbero fondere i Comuni con una legge dello stato. I campanili oggi sono inutili, sono retaggi culturali superati. La Montagna Pistoiese deve essere amministrata da un unico Comune». Una giovane ragazza, Andrea Petrucci: «La Fusione è secondo me positiva da un punto di vista economico, ma non credo che per noi cambi molto. Piteglio è vicinissima (circa 9 chilometri, ndr) e in tanti la considerano già come una frazione di San Marcello. Alla votazione parteciperemo, però penso che sia abbastanza superfluo il nostro parere».

Di lavoro e crescita parla Claudia Ginanni: «Il territorio unito, comprese Abetone e Cutigliano, potrebbe facilitare lo sviluppo. Lo stesso obiettivo e la stessa strada da seguire porterebbe tutta la Montagna ad esprimere le sue grandi potenzialità, da un punto di vista turistico e ricettivo, ma anche artigianale, e faciliterebbe la vita delle aziende della zona. È per questo che io in linea teorica sono d'accordo con la Fusione, ma poi tutto dipende da come le cose vengono amministrate. E i cittadini e i titolari delle attività devono partecipare alla vita della comunità e impegnarsi a fondo affinché la riorganizzazione proceda nel miglior modo possibile».

Dai sì con riserva, al sì netto, senza alcun dubbio. È quello di Valerio Sichi, coordinatore del Comitato pro Fusione: «Si tratta di un'opportunità che va perseguita in tutti i modi - sostiene - avremo 11 milioni e 350.000 euro tra trasferimenti dello Stato e contributi regionali. In più lo sblocco del patto di stabilità e lo sblocco delle assunzioni, ciò permetterebbe ai nostri giovani di avere un lavoro nell'amministrazione pubblica».

Dieci minuti di auto e ci spostiamo a Piteglio, dove la banca è chiusa e l'ufficio postale apre quattro giorni su sette. E dove qualcuno mugugna. Tipo la signora Anna: «Ogni Comune dovrebbe gestirsi da solo, Piteglio poi è un territorio molto vasto e già così è difficile occuparsi dei problemi di tutte le frazioni. Ma la Fusione va fatta, e allora se va fatta facciamola per bene, insieme anche ad Abetone e Cutigliano». Decisamente contro è Luciano Maffucci: «Siamo un paese di residenti anziani, con la Fusione porterebbero via anche i pochi servizi che ci sono rimasti. Piano piano stanno togliendo tutte le comodità. Potrei essere d'accordo con il Comune unico in montagna, ma la Fusione con San Marcello mi pare una cosa veramente assurda».

«Noi siamo favorevoli al Comune unico, poi le circostanze hanno portato ai due referendum - spiegano Luigi Gavazzi e Dante Forniti - in qualche modo dobbiamo unirci, acquisteremo maggiore forza soprattutto per lo sviluppo del territorio, del turismo e delle nostre imprese. Speriamo che un primo passo si riesca a fare, purtroppo però non sappiamo se a Piteglio arriveremo al 50 per cento dei votanti». Tanto nessun quorum deve essere raggiunto. Ma è comunque previsto un atto d'imperio da parte della Regione. A prescindere da ciò che ne pensano i cittadini: Fusione a due, Fusione a quattro, acceso campanilismo e confini da mantenere.

Più o meno sulla stessa linea (vale a dire meglio Fusione a quattro, ma visto che ci siamo facciamola a due) sono i sindaci di San Marcello, Silvia Cormio, e Piteglio, Luca Marmo. Che hanno istituito due commissioni sul tema e nell’ultimo mese hanno girato la ventina di frazioni del territorio con assemblee informative sulla prossima riorganizzazione amministrativa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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