Fendenti alla gola durante un litigio
Sara Pocci, 29 anni, arrestata per tentato omicidio. Il compagno, Andrea Coppi, è stato operato ed è fuori pericolo
PISTOIA. Due i coltelli insanguinati recuperati dagli agenti delle Volanti nella casa di via Ombrone Vecchio, a Bonelle, presa in affitto da Sara Pocci e Andrea Coppi. Ventinove anni lei, 47 anni lui, la coppia aveva deciso di andare a convivere poco più di un anno fa. Lei si era trasferita da Empoli e per arrotondare le entrate lavorava come donna delle pulizie, lui è infermiere all’ospedale San Jacopo.
Una convivenza difficile, fatta di scoppi d’ira e liti frequenti. Culminata in un’esplosione di furia cieca mercoledì sera, quando Sara Pocci, nel corso di un litigio, ha afferrato prima un coltello, poi un altro, e ha sferrato fendenti che hanno raggiunto l’uomo al torace, al fianco e alla gola. Una coltellata è arrivata vicinissima alla carotide. Il sangue di lui ha coperto entrambi. Quando sono arrivati i soccorritori erano fuori dalla porta di casa. Entrambi ancora molto agitati, ma solo lui con ferite importanti sul corpo. È stato operato nella notte, e nel primo pomeriggio è stato trasferito nel dipartimento chirurgico, fuori pericolo. Sara Pocci è stata invece arrestata e trasferita nel carcere di Sollicciano con l’accusa di tentato omicidio.
La coppia era già conosciuta dalle forze dell’ordine. Alcuni mesi fa la Pocci era stata arrestata dai carabinieri e processata per direttissima in seguito alla denuncia del Coppi. Anche in quell’occasione lei l’avrebbe minacciato con un coltello. Nonostante le liti pregresse la coppia era insieme, ma la crisi è degenerata rapidamente. All’origine dell’aggressione di mercoledì, a quel che ha raccontato la donna, la minaccia dell’uomo di «buttarla fuori di casa». «La casa è mia», ha risposto lei (alla Pocci è intestato il contratto d’affitto, conferma il proprietario dell’abitazione). Sono volati schiaffi e pugni, e poi la donna ha preso un coltello da cucina e ha iniziato a tirare fendenti. Dev’esserci stata una lotta tra i due, forse Coppi le ha tolto il coltello, o è riuscito a gettarlo a terra, e lei ne ha afferrato un altro, raggiungendolo anche con l’altro. Entrambi i coltelli - uno a punta e uno con la lama seghettata - sono stati posti sotto sequestro dalla polizia scientifica, insieme ad alcuni abiti insanguinati.
Forse la vista del taglio al collo ha fermato la mano della donna, che ha chiamato la madre, ad Empoli. La donna ha a sua volta allertato il commissariato cittadino, che ha messo in moto i colleghi pistoiesi. Quando gli uomini delle Volanti sono giunti in via Ombrone Vecchio (e con loro i colleghi della Squadra mobile e il vice questore Luigi Larotonda) il personale sanitario stava soccorrendo Andrea Coppi. L’infermiere era cosciente, in forte stato di agitazione, inveiva e gridava insulti contro la compagna, a sua volta sporca del sangue dell’uomo e ancora in preda alla rabbia. L’abitazione dei due è incastonata in una fila di casette all’inizio di via Ombrone Vecchio, distante una decina di metri dall’incrocio con via Bonellina e con il cuore del paese, dove il giorno dopo le voci sull’accaduto si sono diffuse rapidamente. Sull’asfalto sono visibili le tracce del sangue di Coppi e i vetri infranti di una bottiglia di birra.
Andrea Coppi è stato portato al San Jacopo e operato d’urgenza. Quella che preoccupava di più era la ferita alla gola: pochi millimetri e la lama avrebbe raggiunto la carotide. La prognosi è stata sciolta nel pomeriggio, quando i sanitari hanno deciso che l’infermiere poteva essere trasferito nel dipartimento chirurgico.
Sara Pocci è stata portata a Sollicciano, in stato d’arresto per tentato omicidio. Le è stato nominato un difensore d’ufficio, l’avvocato Paolo Frosini. Ieri la convalida dell’arresto e l’interrogatorio di garanzia da parte del giudice per le indagini preliminari Patrizia Martucci.
Non sono frequenti i casi di violenza al femminile. In provincia un precedente riguarda Serena Checchi, che nel maggio del 2014 ha ferito l’ex marito Vasco Guidi con due colpi d’arma da fuoco. La Pocci era già stata denunciata per minacce, ma la coppia era rimasta insieme. Il giorno dopo due amici dell’infermiere passano da via Ombrone Vecchio per dare da mangiare e Briciola, una cagnolina di razza meticcia, rimasta sola in casa. «Sono stato io - racconta l’uomo - a presentare Andrea al proprietario dell’appartamento. Noi ci trasferivamo, Andrea cercava casa... L’avevo conosciuto nel 2003, quando fui ricoverato in ospedale».
«Litigavano spesso - commenta il proprietario dell’abitazione - ieri sera sono passato per caso e ho pensato “ci risiamo”. Ma mi sono accorto che la situazione era più grave». Parla di liti precedenti, indica con la mano il vetro antiscasso della porta d’ingresso, che presenta una profonda incrinatura. «Anche questo durante una lite».
Tiziana Gori
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