Venti defibrillatori di ultima generazione
Grazie all'investimento di 200.000 euro della Fondazione Caript, gli interventi anti-infarto saranno ancora più efficaci
di Francesco Albonetti
PISTOIA
C’è un settore nel quale la sanità pistoiese non è seconda a nessuno. È quello della tecnologia e dell’organizzazione negli interventi sulle crisi cardiache improvvise. Su questo filone - che fin dal lontano 1993 ha coinvolto in sinergia sanità pubblica e volontariato e ha visto impegnata in prima fila la Fondazione Cassa di risparmio come ente finanziatore attraverso una serie di donazioni importanti - si inserisce l’ultima dotazione di 20 defibrillatori di ultima generazione, chiamati Lifepak, che rendono ancora più tempestivi ed efficaci gli interventi.
Il progetto Chiamalavita 3.0. Col nuovo progetto interamente finanziato dalla Fondazione Caript con un investimento di 200.000 euro, anche le ambulanze delle associazioni di volontariato operanti sul territorio della provincia - Misericordie, Pubbliche Assistenze e Croce Rossa - saranno dotate dei sofisticati apparecchi (monitor defibrillatori) in grado di trasmettere, in tempo reale, i tracciati dell'elettrocardiogramma. Il sistema Lifepak fino ad oggi riservato alle sole automediche, sarà quindi presente anche su tutti i mezzi di soccorso: i volontari mentre prestano soccorso al paziente potranno così trasmettere il tracciato alla centrale operativa 118 dove il medico, sempre presente, potrà effettuare una prima diagnosi e, se necessario, attiverà il percorso indicato per la patologia riscontrata.
Dalla Fondazione un milione all’emergenza in 13 anni. I nuovi apparecchi sono stati consegnati ieri alle associazioni alla presenza del direttore della centrale operativa Piero Paolini. «Mettiamo questi preziosi strumenti salva vita nella mani giuste confermando la continuità di un percorso che è iniziato nel 2003 - ha evidenziato il presidente della Fondazione Ivano Paci - e sostenuto dalla nostra Fondazione con estrema convinzione: qui sono presenti professionalità di alta qualità con statistiche sulla riduzione della mortalità che rappresentano una eccellenza a livello nazionale». È pari ad un milione di euro la cifra che la Fondazione ha destinato al sistema di emergenza e urgenza della provincia pistoiese in tredici anni per implementare il progetto “Chiamalavita”. Oggi su tutti i mezzi di soccorso sono presenti i tablet, i massaggiatori cardiaci e i defibrillatori sono capillarmente diffusi su tutto il territorio con migliaia di operatori formati ad utilizzarli.
Una centrale operativa modello.
«Grazie a questa attenzione particolare della Fondazione sono stati raggiunti standard di alto livello» ha commentato il direttore generale dell’Asl Toscana Centro Paolo Morello Marchese, che insieme al direttore sanitario Emanuele Gori ha annunciato che la centrale operativa Empoli- Pistoia farà da modello per tutta la rete dei soccorsi dell'intera area. «I numeri ci raccontano un'esperienza che non ha eguali e sono pertanto orgoglioso di rappresentare una comunità che ha espresso un modello organizzativo all'avanguardia, il frutto delle dotazioni tecnologiche, ma anche di un sistema unico di relazioni tra privato sociale e pubblico» ha aggiunto il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli.
Centrale Unica 118? Per ora non si cambia. Morello Marchese ha chiarito che l’organizzazione attuale delle centrali operative, una per Pistoia ed Empoli e l’altra Firenze-Prato,funziona bene e consente l’equilibrio migliore. «Per ora non si cambia».
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