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«No al congelamento dell’attività edilizia»

«No al congelamento dell’attività edilizia»

Agliana, il consiglio chiede alla Regione maggiore flessibilità nelle aree a rischio idraulico minore

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AGLIANA. Maggiore elasticità nella produzione di leggi e regolamenti sulla difesa dal rischio idraulico, per consentire interventi edilizi di recupero nelle aree in cui il rischio è effettivamente minore. È quello che il Comune di Agliana chiederà alla Regione, dopo l'approvazione di una mozione in consiglio comunale.

Il testo, presentato dal gruppo di maggioranza del Partito Democratico, è passato con i voti favorevoli della stessa maggioranza e dei gruppi di opposizione Agliana in Comune e Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale. Si sono astenuti, invece, i consiglieri del Movimento 5 Stelle. «Agliana - spiega Italo Fontana, assessore a protezione civile e rischio idrogeologico - ha l'80% del territorio nell'area a rischio più elevato P3. Lo scopo della mozione è quello di chiedere una valutazione specifica all'interno di queste aree, a seconda dei battenti, per consentire sul territorio interventi di recupero dell'esistente, riqualificazioni e cambio di destinazione d'uso, dove il rischio più essere effettivamente gestito».

«Condividiamo la filosofia improntata sulla prevenzione che sta alla base del Piano di gestione del rischio alluvione - ha spiegato il capogruppo della maggioranza, Matteo Manetti, presentando la mozione - ma riteniamo necessario che l'aggiornamento della normativa regionale vigente debba concedere una giusta flessibilità in termini di interventi edilizi e che si basi sul principio della gestione del rischio, come richiamato dallo stesso Pgra all'articolo 7, tenendo conto, oltre che della classificazione stabilita all'interno della nuova cartografia, anche di altri fattori che concorrono ad una complessiva valutazione del rischio reale presente nei vari territori, come battenti idraulici, velocità di transito delle acque e opere in itinere. Tutto questo - ha aggiunto Manetti - per evitare il totale congelamento dell'attività edilizia locale producendo un considerevole danno alla nostra economia reale. Con una opportuna regolamentazione regionale, noi crediamo che l'applicazione della direttiva europea maturata nella redazione del Pgra sia invece un'ottima occasione per ridefinire l'intera impostazione a livello di progettazione urbanistica, partendo da una situazione pressoché di volumi zero e quindi spostando l'attenzione e gli sforzi nella riqualificazione e il recupero di determinate aree o beni attualmente trascurati, migliorando nel complesso la realtà del nostro paese senza gravare ulteriormente sul consumo del suolo».

Tommaso Artioli

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