Il Tirreno

Pistoia

Scarcerata la donna accusata dell'aggressione a due adolescenti

Controlli dei carabinieri alla stazione di Pistoia (foto Gori)
◗
Controlli dei carabinieri alla stazione di Pistoia (foto Gori)

Pistoia, il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della difesa, che ha inoltrato la stessa richiesta anche per il figlio

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. E' stata scarcerata nel tardo pomeriggio di venerdì 29 aprile e si trova attualmente agli arresti domiciliari Grazia Maggini, la sinti di 51 anni accusata di tentato omicidio nelle indagini sull'aggressione ai due adolescenti di Prato (16 anni lui, 14 anni lei) avvenuta nel pomeriggio del 5 aprile in piazza Dante Alighieri, davanti alla stazione di Pistoia.

Nella mattina di lunedì 2 maggio il Tribunale del Riesame di Firenze ha discusso il ricorso presentato dall'avvocato difensore Guido Tesi per Paolo Maria Comelli, 35 anni, figlio della Maggini, agli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico da una decina di giorni. Indagate, in stato di libertà, la figlia della Maggini, di 18 anni, e un'amica di 17 anni.

"Per gli esiti di questo ulteriore ricorso saranno necessari alcuni giorni. Al momento - afferma l'avvocato Tesi - esprimo la mia soddisfazione per la decisione del Tribunale del Riesame in merito a Grazia Maggini. A breve verremo a conoscenza delle motivazioni. Mi aspetto che siano stati valutati diversamente le esigenze cautelari e il quadro indiziario, e che decada l'accusa di tentato omicidio. Il Riesame - sostiene Tesi - si è preoccupato intanto di scarcerare la mia assistita, non le ha imposto nemmeno l'obbligo del braccialetto elettronico".

La linea difensiva rimane quella: Maggini e il figlio sarebbero intervenuti in difesa della diciottenne. Le indagini su questa complessa vicenda sono coordinate dal pubblico minisero Giuseppe Grieco. I due ragazzi sono stati feriti con un oggetto acuminato, probabilmente un rampino di piccole dimensioni (come quelli usati per appendere le carni) ma l'oggetto non è mai stato recuperato. Secondo gli inquirenti era la Maggini ad avere in mano l'oggetto acuminato che ha ferito i due ragazzi, e dalla denuncia era scattato il fermo del pm per tentato omicidio. Il Riesame ha deciso invece venerdì per la scarcerazione e si è ora in attesa delle motivazioni. L'avvocato Tesi ribadisce la posizione espressa sin dall'inizio, e cioé che "l'oggetto acuminato non è entrato sulla scena per mano dei miei assistiti".

Il sedicenne fu operato nella tarda serata per evitare lesioni al polmone (aveva la pleura perforata) e anche la fidanzativa presentava ferite appuntite sulle mani, sul collo, sulla schiena. Per entrambi 30 giorni di prognosi e un'esperienza terribile da ricordare. Sul movente sono ancora in corso accertamenti da parte degli investigatori. L'ipotesi emersa in un primo momento (che l'aggressione fosse dipesa dalla testimonianza su uno scippo resa dalla madre della ragazzina) è via via scivolata in secondo piano. Anche se non è del tutto accantonata.  "Non c'è stato alcun agguato premeditato - afferma Tesi - Da quello che ho potuto ricostruire la vicenda è riconducibile ad alcuni commenti sui social da parte dei giovani protagonisti". I ragazzi si sarebbero poi incontrati, casualmente, alla stazione e i dissapori sarebbero degenerati nel peggiore dei modi. (t.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani