Band aglianese sul palco del 1° maggio
AGLIANA. Da Agliana al palco del Primo maggio in piazza San Giovanni a Roma. È la parabola del “Geometra Mangoni”, progetto musicale dell'aglianese Maurizio Mangoni. Con lui, che è autore di musica...
AGLIANA. Da Agliana al palco del Primo maggio in piazza San Giovanni a Roma. È la parabola del “Geometra Mangoni”, progetto musicale dell'aglianese Maurizio Mangoni. Con lui, che è autore di musica e testi, un altro aglianese, il batterista Fabio Mazzei, e il pratese Tommaso Rosati ai live electronics. Il cantautore, geometra nella vita di tutti i giorni, attivo da anni sulla scena musicale toscana e nazionale, salirà sul palco del Primo maggio come vincitore del contest "1M Next". «Adesso ci godiamo questo momento - sottolinea il cantautore - È bello perché questa partecipazione arriva come riconoscimento da parte della giuria di qualità». Una giuria composta, tra gli altri, dal cantautore Riccardo Sinigaglia e da giornalisti ed esperti del settore come Carlo Massarini e Massimo Cotto. «Siamo felicissimi di affrontare un palco del genere - aggiunge il batterista Fabio Mazzei - non sono in molti ad avere questa possibilità». Non è questa, però, la prima affermazione per il Geometra Mangoni: nel 2011, il progetto appena nato partecipa al Rock Contest di Controradio e vince il premio "Ernesto De Pascale" per il miglior testo in italiano con la canzone "Domani". Negli anni successivi tanti concerti e, nell'ottobre 2015, l'uscita dell'album "L'Anticiclone delle Azzorre" per l'etichetta Qui Base Luna, al quale è seguito un tour che ha portato Maurizio Mangoni, Fabio Mazzei e Tommaso Rosati in giro per l'Italia. «Mi piace scrivere canzoni. Testi - ricorda l'autore - che nascono in provincia e parlano di vita quotidiana». Un cantautorato, quello di Mangoni, segnato dall'ascolto di De Gregori, Dalla, Battiato, che si sposa con la musica elettronica del Nord Europa. Non è facile, però, portare avanti progetti del genere e trovare stimoli e risorse in un panorama che offre sempre meno opportunità. «Sono abbastanza disilluso - chiarisce Mangoni - c'è poca curiosità verso la musica diversa da quella che viene proposta dai grandi canali di distribuzione. Si fanno un sacco di sacrifici. Le amministrazioni pubbliche mirano più ai grandi numeri che alla promozione di progetti che, con qualche investimento e un po' di sostegno, potrebbero crescere e arrivare davvero a richiamare molte persone.
Tommaso Artioli
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