Provincia verso l’addio prove di dialogo con Prato
Incontro Vanni-Biffoni per cercare intese su viabilità, pianificazione e scuole Il presidente: bilancio in sofferenza, 23 milioni di entrate su 28 vanno allo Stato
PISTOIA. «La necessità di un governo sovra-comunale deve essere una delle priorità del territorio, altrimenti rischiamo di diventare 'firenziocentrici'».
Il presidente della Provincia Rinaldo Vanni (che è anche sindaco di Monsummano) parla chiaro ed auspica una sinergia con Prato, il territorio più prossimo. «E su questo politica e amministratori devono discutere adesso, non si può attendere ottobre», ammonisce Vanni.
A ottobre tutta Italia sarà chiamata a votare per il referendum sulla riforma costituzionale, tra i cui punti vi è la soppressione dell'ente provinciale. Un voto positivo al referendum, quindi sarebbe il definitivo requiem sull’ente Provincia, che dovrebbe lasciare il passo ad altri organismi, come la “città metropolitana” centrata su Firenze.
Vanni fa un'analisi su quanto fatto finora dall'ente e su quali aspetti costruire un percorso dove sia auspicabile un approdo.
Proprio ieri, infatti, Vanni ha incontrato Matteo Biffoni, presidente della Provincia di Prato (oltre che sindaco della stessa Prato), per creare un punto di incontro tra i due territori e concordare la nascita di un tavolo tecnico. L'obiettivo è quello di individuare gli aspetti che possono portare ad una sinergia tra strutture delle Provincie di Prato e Pistoia su temi come viabilità, in primis, pianificazione ed edilizia scolastica.
«È necessaria una chiave di lettura pratica per tutto il territorio e riempire così il libro dell'area vasta, scritto da tempo ma non ancora attuato -precisa Vanni – il momento non è infatti dei migliori per una provincia che non è in grado di fare il bilancio a causa di un passivo di 7 milioni di euro, ovvero il risultato tra entrate e spese dopo il trasferimento (voluto dalla riforma) da Pistoia al ministero dell'Economia».
Su 28 milioni di euro di entrate complessive per la Provincia, sono 23 i milioni che vanno direttamente allo Stato: alla Provincia ne rimangono dunque cinque, quando la spesa per il solo personale (nonostante la riduzione del 58%) è di circa sette milioni. In più ci sono circa 13 milioni di costi per attività come la manutenzione ordinaria, le scuole, il taglio dell'erba.
«Le sorti della Provincia sono ancora in fase di transizione da un punto di vista istituzionale - continua Vanni - unico aspetto positivo è che siamo in grado di approvare il bilancio consuntivo avendo fatto il pareggio, andando cioè a vedere una serie di risorse non spese in passato e che vanno a confluire nei residui attivi».
Si è concluso intanto il trasferimento delle funzioni verso la Regione, mentre è ancora incerto quello che riguarda le materie spettanti ai Comuni, come la forestazione.
«Abbiamo già dato luogo ad alcune cose, come la stazione unica appaltante alla quale hanno aderito 10 Comuni della Provincia - continua Vanni - abbiamo creato l'ufficio personale in cui la Provincia assume un ruolo di coordinamento e restituzione dei servizi. Ho chiesto un confronto con i miei colleghi per due obiettivi: creare una cabina di regia sui regolamenti dei Comuni (come quello sull'edilizia ad esempio) per avere uniformità territoriale e trovare un luogo fisico in cui tutti i sindaci della provincia siano rappresentati in prospettiva del nuovo assetto territoriale».
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