Meteo
Dagli applausi allo scontro cos’è cambiato in un anno
PISTOIA. Prima o poi doveva succedere. Anzi, si può dire che è durata particolarmente a lungo la luna di miele tra i dipendenti ex AnsaldoBreda e i nuovi proprietari del gruppo ferroviario pistoiese-n...
PISTOIA. Prima o poi doveva succedere. Anzi, si può dire che è durata particolarmente a lungo la luna di miele tra i dipendenti ex AnsaldoBreda e i nuovi proprietari del gruppo ferroviario pistoiese-napoletano, gli anglogiapponesi di Hitachi Rail Europe.
A febbraio 2015, i primi passi di Hitachi in via Ciliegiole non avevano suscitato affatto atteggiamenti negativi tra i lavoratori pistoiesi. Anzi, a molti piacque Alistair Dormer, quel giovane manager inglese dal sorriso aperto, che ammise di aver visto a Pistoia «fantastici cambiamenti nella fabbrica» rispetto agli anni precedenti. E quel fare riferimento alla volontà di crescere fino a diventare protagonisti mondiali non poteva che fare piacere a chi veniva da più di dieci anni di bilanci in rosso. Ancora più piacere fece, a dicembre, la notizia che a Pistoia si sarebbero realizzati i treni Hitachi della commessa da 500 milioni per la Gran Bretagna,
A marzo, però, il promesso piano industriale del rilancio non si è visto. In compenso, al tavolo romano sull’armonizzazione l’azienda ha provato ad uniformare gli orari di ingresso. La proposta è stata poi ritirata, ma il confronto è andato avanti su un’ipotesi di riduzione delle pause che piace altrettanto poco. Tutto questo fino al duro confronto di ieri. Con i sindacati infuriati per un’azienda che non vuol rispondere alle loro richieste di incontro e Hitachi che ribatte: certi argomenti non sono oggetto di discussione con i sindacati.
Può essere una sorpresa? Dormer aveva fatto subito capire, già a febbraio, che nella nuova Hitachi non tutte le scelte dell’azienda sarebbero state discusse con i sindacati. Definì “Italian Question” – una “Domanda italiana” – la richiesta ad Hitachi di garanzie circa i futuri investimenti nel nuovo gruppo appena acquisito a suon di milioni. Forse anche l’incontro con i delegati sindacali per parlare delle gratifiche distribuite dall’azienda deve essere sembrata una “Italian Question”.(f.cl.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google