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Quelle condanne poi prescritte

MONTALE. Nessuna prova sul fatto che avrebbero potuto fare qualcosa per evitare il primo sforamento, quello accertato il 3 maggio 2007, ma il secondo, quello certificato il 19 luglio successivo,...

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MONTALE. Nessuna prova sul fatto che avrebbero potuto fare qualcosa per evitare il primo sforamento, quello accertato il 3 maggio 2007, ma il secondo, quello certificato il 19 luglio successivo, visto che erano già venuti a conoscenza del precedente, avrebbero potuto facilmente impedirlo semplicemente spegnendo l'impianto. Fu per tale motivo che il 29 febbraio 2012 il giudice Patrizia Martucci condannò a un anno e mezzo di reclusione e 30.000 euro d'ammenda Giorgio Tibo e Maurizio Capocci, rispettivamente ex presidente del Cis srl ed ex responsabile dell'inceneritore di Montale. I due erano stati chiamati a giudizio per il clamoroso malfunzionamento che, nell'estate del 2007, tra mille polemiche, portò al blocco dell'inceneritore di Montale. Condanne cancellate poi il 17 settembre 2015 dalla Corte d'appello di Firenze. Ma solo per l'avvenuta prescrizione dei reati. Nella motivazione della sentenza i giudici fiorentini spiegarono infatti chiaramente che quei reati furono effettivamente commessi. (m.d.)

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