Morì colpito da un ramo: due patteggiamenti
Tragedia di Pontelungo, un anno di reclusione ai due compagni di lavoro che stavano potando l’albero
PISTOIA. Non si sa perché, nonostante la sue esperienza pluriennale, si fosse avvicinato così tanto a quel pino che i suoi colleghi, lassù a quindici metri di altezza, nel cestello di un’autogru, stavano finendo di potare prima di procedere al taglio dell’intero tronco. Fatto sta che il quarantunenne operaio di Saturnana, mentre si trovava là sotto, era stato colpito in pieno, alla testa, da uno dei grossi ciocchi di legno che precipitavano dall’alto. Un impatto devastante, contro il quale a niente era servito il casco protettivo che indossava. Alessio Bianchi era morto praticamente sul colpo in quel giardino di una villa di Pontelungo, al numero 357 di via Nazario Sauro, poco prima del ponte sull'Ombrone.
Era il tardo pomeriggio del 12 aprile 2014. Ieri mattina, accusati di omicidio colposo, davanti al gup del tribunale Alessandro Buzzegoli sono comparsi i due compagni di lavoro, Giovanni La Mura e Massimo Cinelli, rispettivamente legale rappresentante e dipendente della ditta Cagi di Pistoia. Difesi dagli avvocati Fabio Celli, il primo, e Anna Coppola, il secondo, entrambi hanno fatto il ricorso al patteggiamento, concordando con il pm la pena di un anno di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale.
I genitori, la compagna e il fratello della vittima sono già stati risarciti quando erano in corso le indagini preliminari. (m.d.)
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