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Valori catastali e delle case a Pistoia la forbice più alta
La differenza con la quotazione media di mercato tocca quota 267 per cento In caso di riforma i proprietari di seconde abitazioni rischiano una stangata
PISTOIA. Un primato tutto pistoiese quello che lancia la città al primo posto, a livello nazionale, nel divario tra il valore catastale medio di un’abitazione e il suo valore di mercato. A rivelarlo è uno studio del Sole 24 Ore che, per Pistoia, parla di una forbice che tocca quota 267% e che mette in evidenza anche l’enorme differenza che intercorre tra le quotazioni immobiliari, ovvero il costo di un immobile sul mercato, e la sua base imponibile, il valore al quale vengono applicate le aliquote comunali per determinare l’imposta dovuta sulla casa. Attualmente, l'Imu sulla seconda proprietà.
Solo per fare un esempio – citando i dati del Sole 24 Ore – il valore medio catastale di un immobile a Pistoia sfiora quota 75.000 euro, ma il suo prezzo medio di mercato è quasi quattro volte superiore, attestandosi a poco meno di 275.000 euro. Da cosa sia determinato questo enorme divario, non è ben chiaro. Pistoia è prima a livello nazionale, seguita da Pesaro al 262% e Messina al 256%, mentre all'ultimo posto c'è Pordenone con una forbice di appena il 15%, e dove l'imponibile sfiora i prezzi di mercato.
Ma è plausibile pensare che, a livello generale, i motivi siano legati ai dati obsoleti dei catasti, rimasti ai valori del mercato immobiliare di fine anni '80. Certo è che in città con una media catastale piuttosto bassa, in base alla quale viene calcolato l'imponibile per i tributi, anche la risultante da pagare per i pistoiesi risulta inferiore rispetto alla media. Ma cosa succederebbe se andasse in porto la riforma del catasto, già avviata dal governo e poi interrotta. Il riordino prevede la modifica per il calcolo di estimi e rendite catastali, che verranno calcolati in base ai metri quadrati di un immobile, e non più sul numero dei vani. Un principio che è stato individuato per ridurre l'eccessiva differenza tra rendita catastale e valore di mercato, ma che, di fatto, ad aliquote invariate, determinerebbe un notevole innalzamento del valore catastale della casa, e di conseguenza anche dell’imposta da pagare. Una volta rivisti i valori delle rendite catastali, dunque, sarà necessario rivedere anche le aliquote delle imposte locali decise dai Comuni.
Come per il calcolo dell'Imu sulla seconda casa. A Pistoia, infatti, con l'aumento del valore delle rendite catastali, e ad aliquote invariate – 10,6% per le seconde case e 9,3% per i fabbricati a uso agricolo – le imposte schizzerebbero alle stelle.
A rassicurare i cittadini interviene il vicesindaco Daniela Belliti che, già due anni fa, era entrata nel merito della questione. «È indubbio - spiega - che sarà necessaria una riflessione da parte dell’amministrazione, ma nessuna stangata. Il Comune avvierà uno studio, e se dovesse rendersi necessario un intervento sulla riduzione delle aliquote sarà certamente valutato».
Valentina Vettori
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