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Cittadella solidale a Pistoia graduatorie da rifare
La soglia di 16.000 euro di reddito annuo andava calcolata diversamente. Ma le domande già presentate restano valide
PISTOIA. Da rifare le graduatorie per l’assegnazione degli alloggi della Cittadella solidale, i tre palazzi realizzati dalla Misericordia di Pistoia alla Vergine, per un totale di 52 appartamenti, da affittare con canoni convenienti soprattutto a persone anziane e a giovani coppie. Un progetto realizzato dalla Misericordia con la decisiva alleanza di Comune e Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, il primo esempio di “social housing” in città e uno dei primi in Toscana. Insomma, un’iniziativa importante, alla quale si erano rivolte circa cento persone presentando le domande nei tempi previsti, che sono scaduti il 5 febbraio scorso.
Ma allora perché rifare da capo le graduatorie? Nelle comunicazioni apparse sui siti di Comune e Misericordia (ancora nessun comunicato stampa è stato diffuso sull’argomento) si fa riferimento alla possibilità di consentire la partecipazione “ad un numero maggiore di cittadini”. E questo anche se già il giorno dell’inaugurazione della Cittadella, il 4 aprile, era emerso che le domande presentate erano circa il doppio degli alloggi a disposizione.
In realtà, i nuovi bandi sono stati ritoccati in un punto chiave, quello della soglia minima di reddito necessaria per presentare la propria candidatura. Soglia minima, sì, perché le case della Cittadella sono destinate in particolar modo a quelle persone che, pur non disponendo di un reddito che consenta loro di prendersi un alloggio in affitto sul mercato, hanno comunque troppe risorse economiche per poter entrare nelle graduatorie delle case popolari. Si tratta della cosiddetta “fascia grigia”, per la quale le ordinarie politiche della casa non sono fin qui riuscite a mettere in campo interventi realmente efficaci.
Di qui l’obbligo – contenuto nei primi bandi – per chi voleva aspirare agli alloggi della “Cittadella della solidarietà”, di avere un reddito annuo di almeno 16.000 euro.
Il problema è che gli uffici cimunali hanno calcolato questa soglia in base alla legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica, che ragiona in base al “reddito convenzionale” e non a quello effettivo. Non è una questione di etichette: per calcolare il reddito con venzionale, ad esempio, si deve stabilire una detrazione del 60% se si è lavoratori dipendenti. Una forma di protezione di questi ultimi, quando si ragiona di case da assegnare in base al reddito: ma se la soglia dei 16.000 euro diventa quella sotto la quale non scendere, la detrazione del 60% può risultare lettale – ad esempio – a molti giovani che hanno un reddito da primo impiego. E in effetti proprio un caso del genere fu sollevato da una lettera che “Il Tirreno” pubblicò nella sua edizione del 5 aprile.
Di qui la decisione di correre ai ripari: si riaprono i bandi, specificando che la soglia minima per poter concorrere all’assegnazione di un alloggio della “Cittadella” rimane di 16.000 euro, ma calcolati come reddito annuo complessivo, non come reddito convenzionale: niente più detrazioni, quindi. Esattamente quello che la stessa Regione aveva deciso di fare con un decreto del settembree 2006, che la definizione delle prime graduatorie aveva però ignorato.
Da precisare: la soglia non riguarda gli studenti universitari e gli ultrasessantacinquenni. Le domande già presentate rimangono tutte valide e saranno semplicemente riesaminate. Se poi qualcuno vuol ripresentare la domanda, può farlo: la seconda richiesta annullerà la prima. Il nuovo termine è quello del 14 maggio.
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