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La marcia dei metalmeccanici
Contratto, anche le tute grigie dell’ex AnsaldoBreda tornano a sfilare in città dopo due anni
PISTOIA. Anche gli operai metalmeccanici della provincia di Pistoia incroceranno le braccia mercoledì 20 aprile, dalle 9 e per quattro ore, in sostegno dello sciopero nazionale indetto per il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto il 31 dicembre. Un messaggio forte che le tre sigle Cgil-Fiom, Cisl-Fim e Uil-Uilm mandano, in modo unitario dopo otto anni, alle controparti Federmeccanica e Assistal, coinvolte dal settembre 2015 nella trattativa per il rinnovo.
A Pistoia, il ritrovo è in via Ciliegiole, di fronte allo stabilimento Hitachi, dove il corteo degli operai metalmeccanici delle aziende di tutta la provincia comincerà il suo percorso per le vie cittadine, fino a raggiungere la sede di Assindustria Pistoia, in piazza Garibaldi. Sarà anche la prima volta nell’era della nuova direzione giapponese di Hitachi che i lavoratori dello stabilimento scenderanno in piazza, seppur per motivi legati al contratto nazionale.
L’ultimo volta che gli operai dell’ormai ex AnsaldoBreda incrociarono le braccia risale infatti a due anni fa. Il motivo era la protesta per la paura di una svendita dello stabilimento da parte di Finmeccanica. «Il motivo dello sciopero – spiega Paolo Mattii, segretario provinciale Fiom – è legato al mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale. La trattativa Federmeccanica-sindacati, a livello nazionale, è partita nel settembre 2015 e sono stati svolti 13 incontri. Resta però un nodo cruciale ancora da sciogliere, e sul quale Federmeccanica ha una posizione opposta alla nostra. La questione - prosegue Mattii – ruota intorno agli aspetti salariali che Federmeccanica, nel rinnovo del contratto nazionale 2016, vorrebbe estendere solo al 5% dei lavoratori dell’intero settore metalmeccanico, composto da un milione e ottocentomila persone. E questo è inaccettabile, perché dall’accordo rimarrebbero fuori centinaia di migliaia di lavoratori. Inoltre, il contratto nazionale dei metalmeccanici è da sempre il modello di riferimento per tutto il settore, quindi è impensabile accettare che sull’aspetto degli aumenti salariali rimanga fuori il 95% dei lavoratori».
Un nuovo contratto nazionale degli operai metalmeccanici che – secondo Fiom, Fim e Uilm – esclude tutte le nuove forme di lavoro, e i lavoratori degli appalti. Questione che anche nella provincia di Pistoia avrebbe grosse ripercussioni sui dipendenti dell’intero indotto Hitachi, e su molte aziende più piccole.
«In questo paese c'è bisogno di rimettere al centro il lavoro - dice Marco Fontana, Fim-Cisl - Da anni, le politiche attuate non hanno fatto altro che svilire i lavoratori, e il settore metalmeccanico è stato tra i più colpiti. Servono investimenti per il rinnovo di tempi e modalità di lavoro, rinnovamento degli strumenti a disposizone dei lavoratori, e sopratutto investimenti nelle risorse umane. Per questo chiediamo maggior diritto alla formazione, ma anche maggiore attenzione alla sicurezza».
«Tutti aspetti che - conclude Simona Gigetti, segretario provinciale Uilm - latitano ancora nel nuovo contratto nazionale, ma che per il sindacato sono fondamentali per il raggiungimento di un accordo».
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