Il Tirreno

Pistoia

Giornata Paralimpica in piazza, ed è una festa

Alessandra Tuci
Una partita di basket paralimpico (Foto Gori)
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Una partita di basket paralimpico (Foto Gori)

Centinaia di studenti si sono alternati in piazza del Duomo a Pistoia per provare varie discipline sportive come se avessero un handicap

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PISTOIA. Piazza Dumo trasformata in una grande palestra per ragazzi abili e non. Sotto un tiepido sole primaverile si è tenuta la II Giornata Paralimpica (la prima nel 2011) organizzata dal Comune di Pistoia, Coni e Cip (comitato italiano paralimpico), in collaborazione con il Miur e finanziata dalla Fondazione Caript.

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Atleti paralimpici di varie discipline hanno incontrato i ragazzi di alcune scuole della provincia di Pistoia per fare loro provare una determinata disciplina sportiva come se avessero un handicap. Scherma, basket, hockey, tennis in carrozzina, tiro con l'arco, tiro a segno, esibizioni di danza in carrozzina e per non vedenti, staffette in situazioni di handicap, judo, tennis tavolo, bici e tandem, corsa veloce, volley: tutti i ragazzi hanno indossato una maglietta bianca con la scritta "Sport insieme.. con la scuola. Pistoia Paralympic Day".

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"I ragazzi delle scuole fanno oggi sport con regole particolari e capiscono per un attimo qual è la condizione dei ragazzi meno fortunati di loro -ha detto Gabriele Magni, delegato provinciale Coni- Possono così comprendere una sfumatura delle vita in chiave sportiva". "Questa è una giornata importante -ha detto dal palco Stefano Gori, atleta non vedente- è entusiasmante vedere i ragazzi che provano le discipline in un modo diverso dal solito". "Corro con le protesi alle gambe da tre mesi e sono all'inizio di questo percorso -il commento di Andrea Lanfri, 29enne di Lucca. "Siamo contanti di essere qui questa mattina -le parole di Azzurra Spinetti, 19 anni, e Giacomo Giannone, 15 anni, dell'istituto Sismondi di Pescia- siamo arrivati alle 9 e ancora non siamo però riusciti a provare qualche sport perché c'è molta fila. È bello trascorrere un giorno di scuola all'aria aperta insieme ad altri ragazzi". Piazza Duomo è letteralmente gremita di gente. Particolarmente gettonato lo stand della danza che ha attratto a sé una marea di ragazzi, mentre altri aspettano di farsi spazio per ballare sotto il sole. "Chiunque abbia una disabilità può fare sport -ha detto Antonio Agostinelli, Gruppo sportivo unione cechi di Pisa ed insegnante di judo- Insegno a non vedenti, ragazzi con la sindrome di down e ragazzi con amputazioni. È bello vedere come lo sport abbia una finalità sociale oltre che riabilitativa. Ho avuto un ragazzo con entrambe le mani amputate: c'è voluto del tempo, ma adesso è diventato un grande appassionato di judo". "Lo sport è promozione della cultura -ha detto Lucia Giachini, responsabile Toscana dell'area scuola per Olympics Day e delegato provinciale Uisp- e la scuola, dove tutti i ragazzi stanno insieme, è il primo luogo in cui si forma l'inclusione. È importante fare sport unificato: squadre miste di ragazzi abili e non per raggiungere un risultato comune". "La soddisfazione più grande insegnando ai ragazzi disabili l'ho avuta a livello umano -le parole di Marco Leombruno, 23 anni, allenatore di scherma alla palestra Asd Chiti Scherma Pistoia- lo scopo non è vincere per forza, ma rendere felici questi ragazzi".

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