Italia
Furti in banche e aziende due arresti anche a Pistoia
I carabinieri di Empoli sono riusciti a sgominare una banda di sei persone Cinque i colpi contestati, tra Montelupo, Fucecchio e la provincia di Pisa
EMPOLI. Trovare un cannello per la fiamma ossidrica che serviva per aprire in tempo brevissimo un bancomat. Oppure altre fini consulenze tecniche per sbancare aziende. E ancora, reperire all’ultimo tuffo uno che aiutasse nell’organizzazione di un colpo. La banda aveva agganci e conoscenze in mezza Toscana che spianavano molte delle difficoltà nel mettere a segno le razzie notturne. E spesso senza dover pagare od offrire niente in cambio.
L’aiuto arrivava gratis per affinità criminale a una compagine con un lungo curriculum e specializzazione in furti ad aziende del settore pelle. E che, negli ultimi tempi, si era dedicata a un’attività nuova, quella dei bancomat, grazie a un innesto dalla Campania. Ma dopo sei mesi di indagini, appostamenti e controlli a ogni ora del giorno e della notte, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia dei carabinieri di Empoli hanno cancellato definitivamente la banda costituita da sei persone, due dei quali residenti in provincia di Pistoia.
I nomi degli arrestati sono: Raffaele Iervolino, 45 anni, di Stabbia (Cerreto Guidi); Pietro De Lisa, 59 anni, di Altopascio (al momento detenuto nel carcere di Pisa); Giovanni Bussola, 30 anni, di Napoli; Lucio Ferrara, 39 anni, di Napoli (già detenuto a Gorgona), Marcello My, 60 anni, residente a Serravalle e Salvatore Cavataio 49 anni, abitante a Monsummano. Tutti e sei, con precedenti, sono accusati, in concorso, di furto aggravato.
I fatti contestati sono 5, messi a segno dal marzo al giugno 2014 da parte di un gruppo affiatato da una parte, ma dove c’erano anche frequenti ingressi e uscite, secondo le professionalità richieste nei colpi che, di volta in volta, venivano pianificati. Il nucleo primitivo, secondo i carabinieri, era composto da Iervolino, il capo della banda, Cavataio che recuperava la manovalanza per i colpi, e De Lisa. Tra l’altro, i carabinieri hanno denunciato anche altre quattro persone che procuravano le attrezzature per mettere a segno i colpi.
Il gruppo ha fatto la comparsa in zona il 19 marzo 2014 al bancomat del centro commerciale di Montelupo. Già il giorno precedente avevano provato ad aprirlo. Poi ritornarono la notte seguente e la parte più importante la fece l’innesto campano, Giovanni Bussola, detto “Il fabbro”, proprio per la sua abilità con la fiamma ossidrica. Il lavoro andò in porto ma riuscirono a portare via solo 70 euro, il cassetto degli scarti. Il 24 marzo è la volta di un bancomat a Fucecchio, nella galleria delle contrade, dove riuscirono a portare via oltre 64mila euro. A questo punto il gruppo tornò all’attività originaria, quelle delle aziende, e tra il 26 e il 27 giugno riuscirono a mettere a segno diversi colpi a Fucecchio e Ponsacco.
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