Il Tirreno

Pistoia

Disabili maltrattati, operatrice a giudizio

La sede della Fondazione Maic, in via San Biagio (foto Gori)
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La sede della Fondazione Maic, in via San Biagio (foto Gori)

Mestolate e lavaggi con acqua troppo calda agli ospiti di una casa famiglia della Fondazione Maic

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PISTOIA. Rinviata a giudizio l’operatrice della Fondazione Maria assunta in cielo (ex Aias) accusata del reato di maltrattamenti nei confronti di tre ospiti della struttura. Daniela Tesi, 56 anni, dovrà comparire davanti al giudice monocratico del tribunale di Pistoia il prossimo 23 settembre. In caso di condanna, la Fondazione Maic dovrà provvedere al risarcimento dei danni in solido con l’imputata, in quanto è stata citata come responsabile civile nell’udienza preliminare di ieri mattina davanti al gup Alessandro Buzzegoli, che ha accolto in tal senso la richiesta avanzata dall’avvocato di parte civile Pamela Bonaiuti, che rappresenta una delle parti offese.

Nel capo d’imputazione, formulato dal pm titolare dell’inchiesta, Claudio Curreli, nel chiedere il processo, si contesta alla donna di aver colpito a mestolate due ospiti della casa famiglia - uno affetto dalla sidrome di Down e uno da un grave deficit mentale - affidati alle sue cure, per costringerli a lavarsi, obbligandoli inoltre ad utilizzare acqua troppo calda, per poi lasciarli da soli nel bagno, nudi e insaponati, per andare a prendersi un caffè.

Vittima di un altro episodio di maltrattamento sarebbe stata anche una ospite costretta sulla sedia a rotelle, colpita con un sonoro ceffone in quanto non stava seduta con la schiena dritta. I fatti sarebbero avvenuti nel corso del tempo, fino al 30 giugno 2014. Le indagini della procura, affidate alla Squadra mobile della questura di Pistoia, erano partite in seguito all’esposto sporto proprio dalla famiglia del ragazzo Down ospite della fondazione Maic che sarebbe stato vittima dei maltrattamenti. Al termine dei riscontri fatti dalla polizia ascoltando personale ed ospiti della struttura, il sostituto procuratore ha ritenuto vi fossero gli elementi di prova per chiedere il processo. E ieri mattina, il giudice dell’udienza preliminare è stato dello stesso avviso, ordinando il rinvio a giudizio. (m.d.)

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