Il Tirreno

Pistoia

In Comune 1,8 milioni di utili da acqua, farmacie e servizi

di Fabio Calamati
In Comune 1,8 milioni di utili da acqua, farmacie e servizi

I conti delle tre aziende pubbliche nel bilancio di previsione 2016 in discussione Nel futuro caccia a un partner privato per Farcom e divorzio da Publiservizi

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PISTOIA. Le aziende partecipate dal Comune di Pistoia porteranno un contributo di quasi due milioni di euro alle entrate di Palazzo di Giano. Sotto forma di utili, infatti, tre delle cosiddette “publi” dovrebbero versare nelle casse del Comune, complessivamente, un milione 790.000 euro.

Un passo avanti rispetto al 2015, quando alla stessa voce la giunta Bertinelli mise a bilancio un’entrata di un milione e rotti. Il merito del miglioramento va in parte a Farcom, l’azienda delle farmacie, ma soprattutto a Publiservizi, che dopo un anno sterile dal punto di vista degli utili, nel 2016 dovrebbe tornare a fruttare dividendi importanti.

Farcom. L’azienda delle farmacie continua a funzionare anche dopo il cambio della guardia al vertice, dovuto al trasferimento a Roma della prececedente amministratrice Simona Laing (ora alla guida delle farmacie del Comune di Roma). La previsione 2016 è quella di un utile leggermente superiore a quello del 2015: si dovrebbe passare da 439.750 euro (accertato 2015) a 540.000 euro. Se a questi dividendi ci si aggiunge anche l’importo del canone versato a Palazzo di Giano, di 225.000 euro, si vede bene che il contributo di Farcom al bilancio comunale vale oltre 760.000 euro. Il futuro di Farcom potrebbe essere legato alla ricerca di un partner privato cui cedere parte dell’azienda.

Publiacqua. Una parte degli utili della spa degli acquedotti, che fanno sempre arrabbiare i sostenitori dell’acqua pubblica, finisce anche nelle casse del Comune, proprietario del 4% dell’azienda (quarto azionista dopo Acea, Consiag e Comune di Firenze): nel 2015 per questa via erano arrivati 651.705 euro, nel 2016 il Comune prevede di incassare più o meno la stessa cifra: 650.000 euro. Da tenere presente che il canone versato da Publiacqua per svolgere sul territorio di Pistoia il servizio idrico è di gran lunga il più alto tra i canoni incassati dal Comune: vale infatti 2,5 milioni di euro.

Sul futuro di Publiacqua si giocherà una partita di grande importanza a livello regionale. L’amministrazione Bertinelli ha sempre sostenuto la necessità di mantenere un controllo pubblico della gestione del ciclo delle acque. Nella seconda metà dell’anno dovrebbe avviarsi il confronto con gli altri Comuni toscani sulla concentrazione delle società di servizio idrico.

Publiservizi. Da una spa giudicata strategica ad una da cui Pistoia (che ha il 26% del capitale) vuole uscire. Il “divorzio” da Empoli (secondo azionista con il 20%) sta conoscendo tempi lunghi, perché è necessario definire gli stati attivo e passivo della spa per poi procedere allo scorporo delle partecipazioni che al Comune interessa detenere direttamente, cioè sostanzialmente quella di Publiambiente. Nel frattempo ci si accontenta di raccogliere dividendi: per il 2016 la spa ha già deliberato una distribuzione che porterà a Pistoia 210.000 euro, ma se ne attende un’altra da 390.000, così che l’utile complessivo dovrebbe raggiungere i 600.000 euro.

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