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Pistoia

Quell’ammissione nell’ufficio del preside

Quell’ammissione nell’ufficio del preside

Nuova testimonianza nel processo all’ex professore accusato di violenza sessuale su una studentessa

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PISTOIA. «Quando venne da me in presidenza scoppiò in lacrime e piangendo mi disse di aver fatto “una grande cavolata”: si riferiva ai messaggi inviati su facebook alla sua studentessa». Nuova udienza ieri mattina in tribunale del processo che vede alla sbarra un cinquantanovenne ex professore di un istituto tecnico cittadino accusato di violenza sessuale nei confronti di una sua alunna allora minorenne: l’avrebbe palpeggiata durante un compito in classe e poi molestata con messaggi su Facebook, fino a chiederle esplicitamente di avere un rapporto sessuale con lui.

Ieri mattina sono stati richiamati a testimoniare due testi dell’accusa (rappresentata dal pm Giuseppe Grieco) per i quali, dopo il cambio di un componente del collegio giudicante, la difesa non aveva prestato il proprio consenso per l’acquisizione agli atti delle precedenti deposizioni. Oltre ad una compagna di scuola della parte offesa, anche l’allora preside della scuola (i fatti risalgono al 2012), che ha raccontato ai giudici di quando, venuto a conoscenza delle accuse (messe nero su bianco dagli studenti con il supporto di un altro insegnate), convocò il professore nel proprio ufficio.

«Mi era stato già segnalato da alcuni genitori per comportamenti troppo severi e per offese nei confronti degli studenti – ha spiegato l’ex preside – ma non c’era mai stata alcuna accusa di molestie sessuali. Solo dopo seppi da un’insegnante che una volta aveva invitato fuori una delle studentesse».

La parte offesa, chiamata a deporre in una delle precedenti udienze, aveva raccontato come, avvicinatasi alla cattedra per chiedere al professore spiegazioni su un calcolo, lui avesse allungato le mani, palpandole i glutei e dandole una pacca sul sedere.

Il processo riprenderà il 12 luglio, quando sarà ascoltato l'imputato.

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