Il Tirreno

Pistoia

Sottopasso ricettacolo di siringhe usate

Sottopasso ricettacolo di siringhe usate

Nonostante le telecamere installate, nella notte il collegamento del Fagiolo diventa terra di nessuno

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PISTOIA. «Sabato scorso ho raccolto 6 siringhe usate e lasciate sul pavimento del sottopasso pedonale». Dopo anni dalla sua discussa realizzazione, nel 2012, torna sotto i riflettori il sottopasso pedonale di via Berni, il tratto stradale fra via Toscana e via Fiorentina, che collega il parcheggio della Conad del Fagiolo con l'altro lato della strada, di fronte all'autolavaggio.

Ed è proprio qui che Gianluca Bisogni, dipendente dell'autolavaggio che si affaccia su una delle entrate del sottopasso, giorni fa ha trovato sei siringhe e le ha raccolte con le dovute protezioni per gettarle. Una problematica presente da molti mesi.

«Si vengono a drogare nel sottopasso – afferma Bisogni – Lo abbiamo scoperto perché di solito i miei clienti lasciano la macchina qui a lavare e intanto vanno dal parrucchiere oppure a fare la spesa alla Conad di fronte, e per andarci usano il sottopasso pedonale. Negli ultimi mesi molti di loro sono venuti a chiamarci per farci vedere che ci sono le siringhe».

Al sottopasso si può accedere o dalle rampe di scale o dai due ascensori. Le due entrate sono videosorvegliate da altrettante telecamere, come ricorda anche il cartello “area videosorvegliata” posto all'esterno. Ma «le siringhe le ho sempre trovate a metà del passo, insieme a un po' di cartacce – racconta Bisogni – Non è bello per i nostri clienti e per tutti quelli che usano il sottopasso, poi abbiamo paura che, se non viene fatto nulla, le siringhe vengano gettate anche qui intorno».

Anche l'autolavaggio, aperto dal 2008, è sorvegliato da telecamere. «Sono circa tre anni che lavoro qui e non ce l'avevo mai viste le siringhe, nessun cliente ci aveva mai segnalato nulla. Invece ricordo un episodio di diversi mesi fa, poco dopo l’estate mi pare, quando una persona si bucò in vena in pieno giorno nel parcheggio della Conad, davanti a tutti».

Eleonora Ferri

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