Il Tirreno

Pistoia

Hitachi, tensione a Pistoia per l’inchiesta Ansaldo Sts

Valentina Vettori
Hitachi, tensione a Pistoia per l’inchiesta Ansaldo Sts

Fontana (Rsu): le questioni finanziarie non ci riguardano, ma tutti attendono il completamento dell’acquisto da Finmeccanica. La trattativa sugli orari

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Nello stabilimento Hitachi Rail di via Ciliegiole la notizia dell'indagine della procura della repubblica di Milano è sulla bocca di tutti. L’inchiesta è stata aperta per i reati di aggiotaggio e ostacolo all’attività di vigilanza, sull’acquisto da parte del gruppo guidato da Alistair Dormer del 40% delle azioni di Ansaldo Sts, nell’ambito del più ampio progetto di acquisizione di AnsaldoBreda e Sts da Finmeccanica.

I sindacati non si esprimono apertamente, sottolineando che ciò che preme loro è la garanzia della produttività nello stabilimento pistoiese. È comunque indubbio – come spiegano i membri Rsu - che l’indagine in corso preoccupa, visti gli stretti rapporti che tuttora la fabbrica di via Ciliegiole ha nei confronti del gioiellino Sts, e che potrebbe avere ripercussioni proprio sulla produzione dell’azienda ferroviaria pistoiese-napoletana.

In base agli accordi di oltre un anno fa con Finmeccanica, Hitachi ha acquistato il 40% di Ansaldo Sts, sborsando una cifra pari a 761 milioni di euro, mentre per acquisire il restante 60% avrebbe dovuto dare il via a una offerta pubblica di acquisto. Per l’acquisizione di AnsaldoBreda, Hitachi ha invece versato 32 milioni di euro. Una cifra, quest’ultima, considerata eccessiva dalla Consob, authority di Borsa, che a febbraio ha avanzato l’ipotesi di “collusione”: cioè un precedente accordo tra Finmeccanica e Hitachi Rail per sovrastimare il valore del gruppo AnsaldoBreda Pistoia, Napoli e Reggio Calabria, sottostimando quello di Ansaldo Sts. Così facendo, il valore delle restanti azioni di Sts si sarebbe ridotto, avvantaggiando Hitachi nel futuro possibile acquisto del 60% delle azioni rimanenti. Sospetto che ha dato il via anche all’inchiesta della procura di Milano.

«L’acquisizione completa di Sts – spiega Marco Fontana, coordinatore Rsu Fim Hitachi – è attesa da tutti, perché l’azienda genovese è preziosissima dal punto di vista tecnologico per la nostra produzione. Diventare un unico polo significherebbe avere anche più possibilità di aggiudicarsi eventuali gare future. Per noi, comunque, l’obiettivo primario resta la garanzia della produttività. Le questioni finanziarie non ci riguardano».

Tra i cancelli di via Ciliegiole, però, si discute anche di un'altra questione. La proposta dei vertici Hitachi di un’armonizzazione complessiva nell’organizzazione del lavoro negli stabilimenti di Pistoia, Napoli e Reggio Calabria. Orari di ingresso e uscita uguali per tutti, stesse pause e gestione dei permessi, e un piano complessivo di efficientamento. Proposta che a Pistoia ha già dato il via a un confronto fra Rsu e lavoratori. Confronto vòlto a raccogliere le necessità di tutti, e che poi porterà a un incontro con i rappresentanti sindacali di Napoli e Reggio Calabria, durante il quale sarà elaborata una controproposta da sottoporre ai vertici Hitachi.

«Il confronto è aperto – spiega Tiziano Fabbri, Rsu Ugl – e l’incontro con l’azienda avverrà ad aprile inoltrato. Ma ci sono già alcuni aspetti su cui il sindacato pistoiese ha intenzione di non arreatrare. Su tutti - prosegue Fabbri - gli orari dei turni e le pause nelle attività logoranti. Diritti acquisiti che sono costati ore di sciopero in passato e su cui non intendiamo cedere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web