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Pistoia

Maltinti replica: Palasport, lavori necessari

PISTOIA. Il presidente del Pistoia Basket 2000, Roberto Maltinti, non ha digerito l’intervento del consigliere comunale Alessio Bartolomei (Pistoia Futura) che nel dibattito sul tetto da...

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PISTOIA. Il presidente del Pistoia Basket 2000, Roberto Maltinti, non ha digerito l’intervento del consigliere comunale Alessio Bartolomei (Pistoia Futura) che nel dibattito sul tetto da ristrutturare del PalaCarrara, ha auspicato che le società sportive siano le dirette proprietarie degli impianti di maggiore importanza. Come avviene in alcuni casi già oggi per gli stadi di calcio e, negli Usa, per i palazzetti.

Ecco, è proprio questo il passaggio che ha suscitato la replica di Maltinti, affidata ad un intervento scritto. “I bilanci di una società dell'Nba – scrive Maltinti – il massimo campionato di pallacanestro a livello mondiale, non sono minimamente paragonabili a quelli di nessuna società di serie A italiana. Nel nostro Paese, non vi è alcun club, nel panorama del basket professionistico, proprietario del proprio impianto di gioco: nemmeno in quelle realtà estremamente più solide e strutturate rispetto al Pistoia Basket, la società è padrona dell'impianto nel quale la domenica disputa le proprie gare interne. Ritengo per questo fuorviante, oltre che completamente errato, cercare di paragonare due sistemi sportivi (e non solo) totalmente differenti come quelli italiano e statunitense”.

Maltinti ricorda che la sua società ha stipulato con il Comune di Pistoia un accordo di convenzione per un anno (rinnovabile per altri due) per la gestione del Palasport. E prosegue: “Non nego che, da pistoiese, avrei voluto che in consiglio comunale non venisse sollevata una polemica dai tratti vagamente demagogici, riguardante un ambito, quello dello sport, che in nome della collettività dovrebbe essere estraneo ai meri calcoli di convenienza politica”.

Bartolomei aveva sostenuto che spendere soldi per potenziare un impianto sportivo quando la società che lo utilizza è in una serie superiore, porta a sprechi se la società poi decade. Maltinti la pensa diversamente: “Ognuno di noi sa che il proprio futuro è un'incognita, ma nessuno di noi pensa che questa sia una buona ragione per starsene con le mani in mano, aspettando il momento, quello sì certo per chiunque, di una più o meno prossima fine”.

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