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Sforamenti dell'inceneritore, arrivano i risarcimenti alle parti civili

Sforamenti dell'inceneritore, arrivano i risarcimenti alle parti civili

Il Comitato festeggia la distribuzione dei 43.000 euro. La presidente Gelli: ma è un parziale e simbolico risarcimento, non la vincita di un premio

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MONTALE.  Giorno di festa per il Comitato per la chiusura dell’inceneritore di Montale: sono stati distribuiti i risarcimenti decisi dal tribunale di Pistoia (e confermati dalla Corte di appello) per i danni causati dall’inceneritore in favore delle 43 parti civili costituitesi nel processo contro Giorgio Tibo e Maurizio Cappoci, rispettivamente presidente del Cis srl e responsabile dell'impianto di Montale all'epoca degli sforamenti nell'emissione di diossine nell'estate del 2007. Tibo e Capocci sono stati prosciolti in appello per l'avvenuta prescrizione dei reati, ma i giudici fiorentini hanno confermato i risarcimenti: 43.000 euro in tutto, mille a testa per le parti civili costituitesi.

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La presidente del Comitato Paola Gelli ha ricordato che la sentenza del secondo grado afferma specificatamente che “l’impianto è incontrollabile” e che tale  affermazione, definita "inquietante", è stata anche ripresa nella lettera dell’Ordine dei medici di Pistoia. Da questo punto di vista "i mille euro ricevuti a testa - si legge in una nota del Comitato - è una somma simbolica e parziale a fronte del maggior danno biologico, esistenziale e morale, non certo la vincita o un premio". L’avvocato D'Angelo, ha ricordato all’assemblea "che la vicenda processuale è stata possibile solo grazie alla perseveranza e tenacia del Comitato che finalmente festeggia l’affermazione del sacro principio di tutela della salute pubblica, sistematicamente offesa con quantità industriali di reticenze e mistificazioni, ribadite nelle sedi politiche e amministrative, tutte indistintamente".

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Elisabetta Tesi (già Legambiente Agliana) ha dichiarato che restituirà la simbolico somma al Comitato per le successive azioni legali e lo stesso impegno ha assunto Mira Contini, ricordando i sacrifici delle numerose giornate passate al freddo per il sostegno del Comitato: entrambe sollecitano la cittadinanza a una maggiore e responsabile attenzione alla difesa della salute.

"Il Comitato - continua la nota - stigmatizza l’annuncio degli imputati di fare ricorso in Cassazione, osservando che ciò non sorprende alcuno trattandosi di una azione solo tesa a procrastinare una statuizione inconfessabile per i suoi effetti politici chiaramente destabilizzanti. Questo è stato fatto anche sulla vicenda della lite con la società fornitrice Gale sui “carboni attivi”, persa in primo grado con un costo finale posto a carico del Cis (cioè dei cittadini) per oltre 63.000 euro: si tratta di “pezze” usate per rattoppare le più gravi falle apertesi a causa della scellerata politica inceneritorista sui rifiuti".

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