«Più passeggeri solo sulla carta: abbonamenti inutilizzati»
PISTOIA. «Un’operazione spot profondamente ingiusta. Il 60% dei fruitori dei nuovi abbonamenti mensili “Pistoia urbano Isee” è formato da stranieri che raramente, in realtà, viaggiano sui mezzi...
PISTOIA. «Un’operazione spot profondamente ingiusta. Il 60% dei fruitori dei nuovi abbonamenti mensili “Pistoia urbano Isee” è formato da stranieri che raramente, in realtà, viaggiano sui mezzi pubblici, che non ha mai pagato né mai pagherà».
È critico, il consigliere di Pistoia Domani Alessandro Capecchi, sui nuovi abbonamenti mensili riservati alle fasce svantaggiate. Il presidente del Copit, Antonio Di Zanni, ha presentato in sede di prima commissione consiliare il bilancio preconsuntivo 2015. La novità che salta agli occhi è il dato, in controtendenza, del numero di passeggeri: dai 7.960.536 del 2014 agli 8.171.708 dello scorso anno. A fronte di un totale di chilometri di servizio sostanzialmente invariato è aumentato il numero delle persone che si servono dei mezzi pubblici per i loro spostamenti. Un risultato che, secondo Di Zanni, è da attribuirsi all’istituzione, da marzo 2015, dell’abbonamento “Pistoia urbano Isee” in collaborazione con il Comune. Dal 1° marzo al terzo trimestre 2015 sono 759 i nuovi abbonati. «Analizzando le emissioni per fascia di nazionalità - spiega Capecchi - vediamo come su un totale di 4.287 abbonamenti solo 1.846 siano di italiani, mentre 2.441 (il 60% circa) sono di viaggiatori extracomunitari. Un abbonamento ordinario prevede 60 utilizzi, in questo tipo di abbonamento si arriva a 40. Copit e Comune erano consapevoli che i destinatari sarebbero stati sopratutto stranieri, e che non prendono il bus molte volte. Perché - è la proposta di Capecchi - invece di queste operazioni spot, che non servono al bilancio del Copit, visto che da biglietti e abbonamenti arrivano solo il 15% dei ricavi, non si pensa a convenzioni con categorie di lavoratori che potrebbero avere un interesse a utilizzare i mezzi pubblici? Se ci fossero proposte serie, con orari e prezzi adeguati, tanti professionisti (avvocati, medici etc) potrebbero essere invogliati a usare il bus. Si avrebbe un duplice risultato: utenti che pagano, e un minor inquinamento ambientale. Conosco tanti colleghi che lascerebbero volentieri l’auto e lo scooter a casa, se solo ci fossero abbonamenti e orari buoni per la loro attività». (t.g.)
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