Il Tirreno

Pistoia

Evangelisti: "Ho sempre agito nel pubblico interesse"

Un momento di pausa nel processo Untouchable (foto d'archivio)
◗
Un momento di pausa nel processo Untouchable (foto d'archivio)

Processo sugli appalti pilotati a Pistoia, l’ex dirigente comunale ribatte per oltre due ore alle accuse

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Tutto quello che ha fatto lo ha sempre fatto nell’interesse della pubblica amministrazione. «Anche a costo di forzare un po’ l’interpretazione delle regole». Puntando non solo all’obiettivo più immediato del risparmio ma anche a quello della qualità, elemento in grado di garantire a lungo termine la bontà di un’opera, per prevenire le inevitabili spese future che lavori male eseguiti comportano e a vantaggio dell’intera comunità. Citando articoli di legge, ribattendo punto per punto le accuse sui principali lavori pubblici oggetto dell’inchiesta, enunciando i principi a fondamento del codice degli appalti e del relativo regolamento comunale, ha parlato per oltre due ore, ieri mattina, Marcello Evangelisti.

Davanti al tribunale collegiale l’ex dirigente dell’ufficio lavori pubblici ha voluto rilasciare le sue dichiarazioni spontanee nell’ambito del processo “Untouchables”, che lo vede alla sbarra assieme ad altri 15 imputati che furono arrestati l’11 giugno 2012 al termine dell’inchiesta sugli appalti pilotati. Associazione a delinquere, corruzione, turbativa d'asta, falso, le accuse a vario titolo mosse dal pm Francesco Sottosanti. Una figura centrale, secondo la procura, quella di Marcello Evangelisti, nell’ambito dell’ipotesi accusatoria dell’esistenza di un patto per la spartizione delle gare bandite da amministrazioni comunali, Provincia ed altri enti pubblici per l’assegnazione di lavori per milioni di euro.

Un’inchiesta che però, secondo Evangelisti, non ha tenuto minimamente conto dei criteri fondamentali di cui i dirigenti di un’amministrazione pubblica devono tener conto nell’assegnare i lavori per la realizzazione delle opere: la qualità finale, ma anche l’economicità, efficacia e tempestività dei lavori. «Un’indagine viziata da una lettura chiaramente sbagliata» ha detto. «Viziata dall’assoluta mancanza di conoscenza di questi argomenti». Evangelisti ha perciò spiegato ai giudici in cosa consisteva il suo lavoro. Iniziando dai principi che lo guidavano nella scelta dell’offerta economicamente più vantaggiosa tra quelle presentate dalle imprese partecipanti: non solo quello del massimo ribasso, ma soprattutto quello delle migliorie a costo zero al progetto dell’amministrazione che una determinata azienda proponeva.

E ne ha dato degli esempi citando le principali gare oggetto delle accuse: dalla scuola Roccon Rosso, all’asfaltatura delle strade, ai lastricati nel centro storico assegnati alla ditta Diddi che propose di fissare le piastrelle con della colla da esterni per impedire che iniziassero a muoversi, come di solito, già a qualche mese dalla conclusione dei lavori... Oppure le migliorie proposte per la viabilità del nuovo ospedale dalla cordata Rosi-Vescovi, quelle per la “Cattedrale” o per “Il Fagiolo” .

«A noi ci ha guidato sempre questo concetto: l’interesse della pubblica amministrazione. Tant’è vero che anche quando ci sono stati dei ricorsi da parte delle aziende arrivarte seconde li abbiamo sempre vinti». Evangelisti ha parlato poi anche dei criteri alla base delricorso alla procedura negoziata e, in questo ambito, a quelli che avevano guidato la scelta di una determinata azienda. Precisazione. Stefano Meoni non è accusato di corruzione – come da noi erroneamente scritto nell’articolo pubblicato sabato scorso – bensì del reato di turbativa d’asta. (m.d.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera