La protesta dei negozianti contro il parcheggio chiuso
PISTOIA. "Signor sindaco, se muore un cavallo chiudi la giostra. Ma se chiudi un parcheggio, muore la città". È questo il messaggio che si legge sui cartelli affissi in decine di negozi della...
PISTOIA. "Signor sindaco, se muore un cavallo chiudi la giostra. Ma se chiudi un parcheggio, muore la città".
È questo il messaggio che si legge sui cartelli affissi in decine di negozi della Galleria Nazionale e vie limitrofe. Una protesta - neanche troppo velata, visto il tono provocatorio del messaggio - firmata dal comitato di commercianti, artigiani e residenti che lavorano e vivono nella zona conosciuta come la "Barriera", relativa alla chiusura del Lingottino.
Il parcheggio coperto a due piani di piazza Treviso - di proprietà di PistoiAmbiente, società che gestisce la discarica per rifiuti speciali del Cassero - che garantiva 160 posti auto a ridosso del centro, ma che ormai è chiuso dal 24 dicembre scorso. Ovvero da quando la concessione della società che lo aveva in gestione, la Pistoia Parcheggi di proprietà del Copit, è scaduta e la proprietaria PistoiAmbiente non l'ha rinnovata. Una decisione che, come si leggeva a dicembre in una nota firmata dal presidente di PistoiAmbiente, Alfio Fedi, pare avesse a che fare anche con la decisione del Comune di Pistoia di aver rifiutato nel 2013 entrambi i progetti che la società aveva presentato per ristrutturare l'intero immobile. Un progetto prevedeva la realizzazione di un centro commerciale da affiancare al parcheggio, mentre l'altro la realizzazione di uffici.
Dopo il doppio rifiuto di Palazzo di Giano, PistoiAmbiente aveva presentato ricorso al Tar, ma il tribunale non si pronuncerà fino a giugno. E soltanto dopo la sentenza si saprà in che modo la società PistoiAmbiente avrà intenzione di muoversi per una eventuale riapertura.
Intanto il parcheggio rimane chiuso. Massimo Menichini - titolare dello storico negozio Menichini di strumenti musicali in Galleria Nazionale - si fa portavoce della protesta di una trentina di commercianti avviata in questi giorni, per chiedere la riapertura anche provvisoria del parcheggio che, in quell'area, garantiva un grande afflusso di persone. «Quello che chiediamo - spiega Menichini - è di usare il buonsenso. Facciamo appello al sindaco, anche se sappiamo che la proprietà del parcheggio è privata, perché questa zona della città sta morendo, ma basterebbe poco per rilanciarla. C'è bisogno di un percorso condiviso con l'amministrazione per cercare soluzioni concrete all'assenza di parcheggi in quest'area, ma più in generale per una valorizzazione di questa parte della città che è stata lasciata a se stessa».
Valentina Vettori
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